Quantcast

Donne, a Reggio crescono le violenze: ma anche gli uomini ravveduti

Sono una decina quelli che si sono sottoposti a percorsi rieducativi per controllare l'aggressività

REGGIO EMILIA – Se la pandemia ha aumentato il rischio di violenze sulle donne all’interno delle mura domestiche, a Reggio Emilia sono pero’ anche in crescita gli uomini “maltrattanti” che decidono di sottoporsi ai percorsi rieducativi gestiti dalla cooperativa sociale Papa Giovanni XXIII. Che nei giorni scorsi ha rinnovato l’intesa con la Questura per prendere in carico i violenti colpiti da ammonimento. Di questi provvedimenti nel 2019 ne erano stati emessi erano stati 23, saliti nell’ultimo anno a 28.

Nel 2020, inoltre, piu’ di 70 persone hanno chiesto alla Polizia consigli in merito a episodi di maltrattamenti, per parte dei quali sono scattate denunce. Gli uomini che vogliono lasciarsi alle spalle atteggiamenti prevaricanti e comportamenti aggressivi nei confronti delle donne erano invece due anni fa circa una decina. Oggi sono 33, 23 dei quali cittadini italiani mentre l’eta’ media e’ tra i 30 e i 40 anni. Quasi tutti hanno un’occupazione e, in sette casi su dieci, dei figli.

Chi non sembra aver avuto intenzione di ravvedersi, intanto, e’ stato un 30enne residente nella Bassa reggiana, che dallo scorso agosto, maltrattava la moglie di 21 anni per futili motivi legati prevalentemente alla gestione di casa. “Ti devo sfigurare per tutta la vita”, “sei una spazzatura”, “ti devo mandare al cimitero” e “la morte per te e’ una punizione troppo semplice, devi soffrire” alcune delle minacce che le rivolgeva, seguite dalle botte. E poi, quando lo scorso febbraio la giovane si e’ allontanata da casa, da messaggi intimidatori.

Nei confronti del 31enne il gip del tribunale di Reggio ha disposto l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla moglie, prescrivendogli anche di rimanere a non meno di 5 chilometri dai luoghi che la ragazza frequenta.