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Covid, la terza ondata ci ha investiti: ospedali e terapie intensive in crisi

I nuovi casi positivi settimanali calcolati su 100.000 abitanti sono passati da 136 a 298, con un aumento esponenziale del 100%, che raggiunge punte del 108% nella fascia di eta' 0-9 anni. Al 13 febbraio negli ospedali reggiani erano ricoverate 134 persone di cui 15 in terapia intensiva. Ora sono 238 di cui 22 intubate

REGGIO EMILIA – Contagi quasi triplicati dall’ultima settimana di febbraio, ospedali e terapie intensive che rischiano di scoppiare, posti letto riconvertiti d’urgenza e interventi chirurgici programmati temporaneamente sospesi. A Reggio Emilia sembra lo scenario di un anno fa, ma sono gli effetti della nuova ondata di Covid che in pochi giorni e’ tornato a galoppare, spinto anche dalla variante inglese del virus, confermata sul territorio dall’esito di 11 tamponi su 14 analizzati nell’ambito del campionamento regionale.

Sono quindi “preoccupazione e sconforto” a prevalere oggi tra i professionisti dell’Ausl reggiana, nell’incontro settimanale di aggiornamento sull’evoluzione della pandemia. “Reggio – commenta la direttrice generale Cristina Marchesi – non e’ tra le realta’ piu’ colpite. Ma come nella prima fase subivamo un po’ in ritardo l’onda lunga che arrivava da Piacenza e dalla Lombardia, adesso facciamo da sponda a Modena e Bologna”. La pressione, prosegue Marchesi, “si e’ modificata ed e’ da ogni parte: sui tamponi, l’ospedale, il territorio e i vaccini e le nostre risorse sono sempre le stesse. Oggi non e’ certo un buon giorno”.

In dettaglio i nuovi casi positivi settimanali calcolati su 100.000 abitanti sono passati da 136 a 298, con un aumento esponenziale del 100%, che raggiunge punte del 108% nella fascia di eta’ 0-9 anni. Al 13 febbraio negli ospedali reggiani erano ricoverate 134 persone di cui 15 in terapia intensiva. Ora sono 238 di cui 22 intubate. Rispetto a 4 settimane fa, inoltre, l’occupazione dei posti letto dedicati a pazienti covid e’ passata dal 54 al 75%, al pari di quella dei posti in terapia intensiva (aumentata dal 64 al 75%).

Un quadro quindi repentinamente peggiorato, che portera’ entro la prossima settimana alla riconversione in totale da 300 a 350 di posti letto da dedicare ai pazienti positivi. “Sono dati sovrapponibili a quelli dei giorni prima di Natale – sottolinea il direttore del presidio ospedaliero Giorgio Mazzi- ma con la fondamentale differenza che allora la pandemia era in fase calante, mentre ora e’ in forte ascesa creando delle criticita’ che si protrarrano almeno per qualche settimana”.

L’aumento dei contagi si ripercuote anche sulle attivita’ di tracciamento e sui tamponi. Questi ultimi, di cui se ne effettuavano solo pochi giorni fa circa 1.300, sono balzati a 2.500 al giorno. Circa 2.000 quelli previsti nelle scuole (quelle rimaste aperte, ndr) in questi giorni. Le persone a casa (isolate o in quarantena) passano da 5 a 9.000, moltiplicando il carico di lavoro per identificare i contatti. La luce in fondo al tunnel restano sempre i vaccini, di cui per marzo e’ assicurata sulla carta una fornitura regolare. I reggiani ad oggi vaccinati sono 30.891, di cui 15.644 con entrambe le dosi dell’antidoto.

Praticamente completata la campagna nelle Cra con 3.253 vaccinati tra ospiti e operatori. I vaccini a domicilio – su cui l’Ausl invita i cittadini ad avere pazienza perche’ i tempi sono oggettivamente piu’ lunghi – ammontano a 1500. Sono poi 150 i disabili vaccinati nelle strutture. A circa 150 medici di base, viene comunicato infine, sono state consegnate 8.400 dosi. “A differenza di altre Aziende che hanno messo dei limiti a quante dosi possono ritirare – informa il direttore sanitario Nicoletta Natalini – noi li abbiamo autorizzati a prendere tutte le dosi necessarie, in base alle prenotazioni ricevute”.