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Covid, in carcere potenziati tamponi ed agenti

Il Sappe preoccupato per le assenze (70 agenti fra contagiati e in quarantena) chiede rinforzi

REGGIO EMILIA – Nel carcere di Reggio Emilia scattano nuove misure di prevenzione dopo l’insorgere di casi positivi al covid tra detenuti e operatori. Come concordato ieri in un incontro con l’Ausl, tutti gli agenti di Polizia penitenziaria saranno sottoposti a 3 tamponi molecolari a distanza di 7 giorni l’uno dall’altro e nel prossimo futuro, a cura del medico competente, saranno eseguiti tamponi antigenici ogni 15 giorni.

Il sindacato Sappe esterna pero’ preoccupazione per l’organico in servizio che, tra personale contagiato e in quarantena (42 unita’) e assenze di varia natura, vede mancare all’appello 70 unita’. “Abbiamo chiesto all’amministrazione l’invio di 50 agenti in missione, da altri istituti, perche’ la situazione sta diventando ingestibile – comunicano giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Michele Malorni, segretario provinciale – tanto da rendere difficile anche l’organizzazione del servizio. Speriamo che dai prossimi tamponi non emergano altri casi di positivita’”.

E’ poi urgente “che tutti gli operatori penitenziari ed i detenuti vengano vaccinati al piu’ presto, per scongiurare situazioni di emergenza all’interno degli istituti”, incalza l’organizzazione sindacale. Al momento nel carcere di Reggio Emilia sono 42 i vaccinati, tra personale di polizia penitenziaria e altri operatori, su 217. A raccogliere il grido di allarme degli operatori e’ la deputata della Lega Benedetta Fiorini che, in un’interrogazione chiede al Governo “se non si ritenga di procedere con il monitoraggio periodico per tutto il personale e se non sia opportuno inviare subito nuovi agenti per la sostituzione temporanea dei dipendenti in quarantena”.