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Covid, il vescovo: “Dio usa la storia per correggere i cuori”

Camisasca lancia una campagna di preghiera contro la pandemia

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REGGIO EMILIA – Nel presentare la preghiera contro il Covid che lui stesso ha composto, ha puntato il dito contro “una forma subdola di materialismo ateo che ci ha fatto rivolgere alla scienza come all’unico approccio possibile per l’affronto del male”.

E oggi nella messa celebrata in cattedrale in ricordo delle vittime della pandemia, alla vigilia della festa di San Giuseppe, il vescovo di Reggio Emilia Massimo Camisasca ribadisce in sostanza il concetto: “Dio Padre e’ anche colui che sa correggere con pazienza, discrezione e, nello stesso tempo, con amore alla verita’”, dice il vescovo nell’omelia.

“Talvolta le correzioni che Dio opera sono per noi di difficile comprensione. Egli si serve dei fatti stessi della storia, personale o mondiale, per richiamare il suo popolo e tutti gli uomini ad una visione piu’ saggia e piu’ vera della propria vita. Un padre corregge perche’ ama e, attraverso la correzione, converte a se’ i cuori di coloro che si aprono a lui”. E ancora, citando l’apostolo Paolo e Sant’Agostino, il vescovo aggiunge: “Noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio. Anche quello che viene chiamato male”. Stasera, infine il vescovo ha invitato i fedeli a dare avvio ad una campagna collettiva di preghiera per chiedere la fine della pandemia.

“Affidiamo a san Giuseppe anche i lavoratori, soprattutto coloro che cercano un lavoro”. E’ un passaggio dell’omelia del vescovo Massimo Camisasca, recitata oggi in cattedrale in occasione della giornata nazionale per le vittime del covid, e alla vigilia della festivita’ di San Giuseppe.

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