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Covid, i dati di Reggio Emilia sono da zona rossa

Nella prima settimana di marzo ci sono stati 362 cittadini contagiati ogni centomila abitanti. Le terapie intensiva sono occupate al 100%

REGGIO EMILIA – L’unica “consolazione” e’ che i numeri, per quanto elevati, si sono negli ultimi giorni mantenuti costanti. Per il resto anche Reggio Emilia e’ nel guado della nuova ondata di Covid, tornando a subire la pressione sul sistema sanitario. Ieri, i 30 posti posti di terapia intensiva (sui 51 totali che comprendono anche quelli dedicati ai pazienti non covid) dislocati tra Reggio Emilia e Guastalla erano occupati al 100%.

E solo il fatto che se ne siano liberati due, unito alla riconversione di cinque nuovi posti a partire da questo pomeriggio, abbassa la percentuale al 95%. I 340 letti per il ricovero dei pazienti covid positivi sono invece occupati al 78%. I nuovi contagi sono tra i 250 e i 300 al giorno, numeri che il direttore generale Cristina Marchesi commenta cosi’: “Durante la prima ondata vedendoli saltavamo sulla sedia. Oggi, purtroppo, non dico che e’ la normalita’, perche’ qui non c’e’ niente di normale, ma e’ il plateau a cui siamo arrivati”.

Un altro dato pesante e’ poi quello (rilevato a cadenza settimanale) relativo ai nuovi contagiati su 100.000 abitanti, che di fatto proietta la provincia di Reggio nella zona rossa. Si tratta di 362 cittadini nella prima settimana di marzo, indicatore che supera di lunghezza il tetto dei 250 previsto dalla normativa e che solo a meta’ febbraio segnava quota 136.

Prosegue Marchesi: “Il fatto che la crescita sembra essersi fermata, anche se su livelli molto elevati, ci fa sperare che siamo in grado di resistere all’urto. Ma questo impatta in modo pesante su tutte le nostre attivita’ e si unisce al timore che l’onda che arriva da est continui a propagarsi sul nostro territorio”.

L’esempio di uno dei tanti fronti impegnati nell’emergenza arriva poi dal direttore sanitario dell’Ausl Nicoletta Natalini, e riguarda in particolare l’attivita’ sul territorio delle Usca (Unita’ speciali di continuita’ assistenziale). “Nell’ultima settimana hanno fatto 335 visite a domicilio, 100 in piu’ di quella prima, e hanno effettuato 157 ecografie toraciche”. A riprova del fatto, spiega Natalini, “che ora si occupano anche di diagnosi cliniche e controllano che i pazienti non siano peggiorati”.

Quando settimane fa “parlavo di ‘cauto pessimismo’- conclude Marchesi- sono stata Cassandra, prevedendo purtroppo un quadro che ora si e’ verificato”. L’Ausl rivolge infine un appello ai cittadini che hanno chiesto di poter essere vaccinati a casa e lamentano ritardi nella somministrazione. Il “consiglio” e’ che chi puo’ raggiungerlo si prenoti in un punto fisso, per accorciare i tempi.