Quantcast

Coronavirus, scuole chiuse da giovedì a Reggio Emilia

La nostra provincia scivola in arancione scuro dal 4 al 21 marzo: ecco cosa è consentito

REGGIO EMILIA – La provincia di Reggio Emilia è finita in zona arancione scuro. Questo significa che, a partire da giovedì 4 marzo fino al 21 marzo, tutte le scuole saranno chiuse a parte gli asili per i bambini nella fascia 0-3 anni e le scuole dell’infanzia. E’ quanto emerso da un lungo incontro che si e’ svolto oggi tra i sindaci del territorio, la Provincia e l’Azienda sanitaria con la Regione. Il provvedimento che ufficializza la decisione, spettante a quest’ultima, e’ previsto nelle prossime ore.

Questo significa anche lo stop agli spostamenti – se non per motivi di salute, lavoro e comprovate necessità – anche all’interno del proprio comune, e il divieto di recarsi da parenti, amici e nelle seconde case. La chiusura delle attività ricreative e una stretta alle attività sportive, oltre alla didattica a distanza per le scuole di ogni ordine e grado e le Università. In presenza servizi educativi 0-3 anni e scuole dell’infanzia. In questa area rimangono invece consentite le attività economiche, comprese quelle di servizio alla persona, permesse nelle zone arancioni del Paese.

Il provvedimento è dovuto all’aumento dell’incidenza dei casi di coronavirus in Emilia-Romagna: nella settimana dal 22 al 28 febbraio è stato di 346 contagi su 100mila abitanti. Per vedere un dato così alto, e tra l’altro con tendenza alla crescita, bisogna andare a quello raggiunto nelle settimane di fine novembre (picco della cosiddetta seconda ondata): 384 del 9-15 novembre, 386 16-22 novembre, 343 23-29 novembre.

A livello regionale, nella settimana 8-14 febbraio l’incidenza era di 242 casi per 100mila abitanti, mentre nella settimana 15-21 febbraio era di 288. Quanto alle singole province, il dato settimanale (22-28 febbraio) più alto è quello della provincia di Rimini con un’incidenza di 466 casi.

Le regole
Spostamenti: gli spostamenti sono vietati sia nello stesso comune che verso comuni limitrofi; l’eccezione è per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità (come acquisto di beni) o motivi di salute, che vanno riportati sull’autocertificazione. Non si potrà quindi uscire dal proprio comune, anche se di popolazione inferiore a 5.000 abitanti (come ora previsto e disciplinato per le zone rosse dall’articolo 2 del Decreto legge numero 15 del 23 febbraio scorso): resta la possibilità di recarsi in quelli limitrofi, ma solo per particolari necessità, come ad esempio per l’acquisto di prodotti che nel proprio comune sono introvabili. Si può rientrare nella propria abitazione (domicilio o residenza che sia) e c’è la possibilità per gli studenti di frequentare le lezioni in presenza, ove previste, se la scuola ha sede in un comune non compreso tra quelli soggetti a restrizione: potranno ovviamente andare e tornare.

Visite a parenti e amici: esclusa anche la possibilità di far visita a parenti e amici una volta al giorno, anche all’interno del proprio comune

Seconde case: vietato recarsi nelle seconde case, salvo situazioni di necessità.

Bar e ristoranti: come nella zona arancione, queste attività rimangono chiuse. Possono continuare a fare asporto dalle 5 alle 22, sempre consentita la consegna a domicilio.

Negozi: restano consentite le attività economiche, comprese quelle di servizio alla persona, permesse nelle zone arancioni del Paese.

Passeggiate e sport: è possibile svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie. Per quanto riguarda lo sport, sono sospesi gli eventi e le competizioni organizzati dagli enti di promozione sportiva, così come l’attività svolta nei centri sportivi all’aperto. Resta consentito lo svolgimento di attività sportiva solo in forma individuale ed esclusivamente all’aperto.

Scuola: si stabilisce lo svolgimento in presenza delle sole attività dei Servizi educativi 0-3 anni e Scuole dell’Infanzia, mentre le attività didattiche per le scuole di ogni ordine e grado si svolgeranno a distanza al 100%. Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata. Lezioni esclusivamente a distanza anche per l’Università.