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Brescello, Agende rosse via da commissione legalità

Il Comune sotto accusa: "Scarsa discontinuità con la giunta precedente". L'ente replica: "Critiche pretestuose"

BRESCELLO (Reggio Emilia) – Nuova bufera a Brescello dove l’associazione antimafia Agende Rosse abbandona la commissione Legalita’ del Comune. Un organo creato nel 2018 dalla nuova giunta insediata dopo le vicissitudini della precedente amministrazione guidata dal sindaco Marcello Coffrini, sciolta per mafia e commissariata nel 2016, in cui l’associazione dimissionaria siedeva insieme a Libera, Cgil-Cisl e Uil, Unindustria, Anci, Anpi e Cna.

Gli attivisti di Agende rosse motivano la loro decisione lamentando la “scarsa discontinuita’” con la giunta precedente e il silenzio da parte degli amministratori locali su una serie di inchieste sulla criminalita’ organizzata che tra il 2019 e il 2020 hanno coinvolto il territorio, ultima delle quali e’ “Grimilde”, focalizzata sugli affari del clan Grande Aracri nel paese di Peppone e Don Camillo.

In dettaglio si sottolinea che “l’attuale Giunta e la maggioranza che la sostiene, e’ composta da due assessori e un membro del Consiglio comunale che hanno firmato il ricorso al Tar contro lo scioglimento del Comune”. E si riporta un’altra occasione di attrito maturata a fine aprile dell’anno scorso, durante il funerale del suocero del boss Francesco Grande Aracri, svoltosi in piena zona rossa senza rispetto delle norme sulla pandemia.

Un fatto a cui il sindaco Elena Benassi ha reagito, dice l’associazione, “con una presa di posizione dura, chiara ed inequivocabile contro le associazioni che l’hanno denunciato arrivando addirittura a pretenderne le scuse”, riservando invece al funerale “una generica presa di posizione, al punto che non e’ stato nemmeno messo all’ordine del giorno della seduta della Commissione che si sarebbe tenuta il 14 maggio 2020”.

Le Agende rosse tirano quindi le somme: “Un’amministrazione che si dota di uno strumento come la Commissione per la Legalita’ in un luogo fulcro di un radicamento mafioso i cui effetti non hanno mai smesso di manifestarsi non puo’ permettersi di tacere ma deve essere la prima ad esporsi e a dimostrare fermezza ai propri concittadini di fronte al manifestarsi di episodi gravi”.

Con le altre associazioni presenti in commissione, viene poi precisato, “non c’e’ stato alcun dissapore, come qualcuno crede: con loro abbiamo sempre condiviso le nostre posizioni apertamente e con franchezza e costruito proposte, documenti e comunicati, lavorando in modo assiduo e produttivo, fuori dalle sedute della commissione, anche se qualcuno lo ha trovato sconveniente”.

Con “fatica, senso di responsabilita’ e di servizio- continuano gli attivisti- abbiamo accettato l’ingresso nella Commissione per la Legalita’ di Brescello, pur sapendo che saremmo stati criticati per questo”. Uno “dei nostri obiettivi- aggiungono- era anche quello di avviare un percorso di confronto attivo e partecipativo con i cittadini di Brescello, ma abbiamo constatato che non vi sono le condizioni per poterlo fare all’interno di una commissione chiusa su se stessa, che non dimostra di avere il necessario impatto sui cittadini”.

Pertanto, chiudono le Agende rosse, “l’esperienza si conclude qui senza rimpianti e senza rancore. Porteremo avanti cio’ che abbiamo proposto, fuori dalla commissione con la serieta’ e l’impegno di sempre, nell’interesse dei cittadini”. A stretto giro di posta arriva la replica del Comune di Brescello che definisce le critiche “pretestuose” e segnala di essersi costituito parte civile in tutti i processi di mafia su fatti che interessano il territorio.