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Appalti mascherine, la Finanza negli uffici dell’Ausl reggiana

Nel mirino ci sarebbero alcuni contratti d’appalto, di diversi milioni di euro, affidati nell’aprile-maggio scorso dall’azienda sanitaria locale direttamente ad una ditta

REGGIO EMILIA – La Finanza ha eseguito stamattina un’ispezione negli uffici amministrativi dell’Ausl di Reggio Emilia. Nel mirino ci sarebbero alcuni contratti d’appalto, senza previa pubblicazione di un bando di gara per circa sei milioni di euro, affidati nell’aprile-maggio scorso dall’azienda sanitaria locale direttamente ad una ditta trentina per la fornitura di centinaia di migliaia di mascherine di tipo ‘Ffp2′ – durante il periodo del primo lockdown – utilizzate poi da medici e personale degli ospedali della provincia.

I controlli – come trapela dalle Fiamme Gialle reggiane – sono, in questa primissima fase, solo di natura amministrativa e verteranno a 360 gradi sia sull’appalto in se’ (la cifra pattuita, ad esempio) che sulla qualita’ dei dispositivi di protezione individuale, attraverso la verifica delle certificazioni. Le verifiche sono scattate, come di routine, incrociando le banche dati e le fatturazioni elettroniche. I finanzieri hanno acquisito la documentazione relativa agli appalti che potrebbe anche non presentare- tengono a precisare- irregolarita’ amministrative.

Se dovessero emergere danni erariali o ipotesi di reato, e solo in quel caso, saranno interesserate, rispettivamente, la Corte dei Conti o la magistratura. Al momento, riferisce la Gdf, nessuna informativa sara’ consegnata ai magistrati perche’ non e’ stata ancora accertata la presenza di profili di reato e l’ispezione potrebbe durare anche alcune settimane. I controlli in corso vertono a fare luce sulle procedure d’appalto avviate un anno fa con modalita’ “derogatorie”, che era possibile applicare per reagire tempestivamente all’emergenza sanitaria.

La direzione dell’Ausl conferma: “La Finanza ha preso visione della documentazione relativa all’acquisto di dispositivi di protezione individuale effettuati nella prima fase della pandemia, nella primavera del 2020. Nel confermare la fiducia nel corretto operato del proprio personale addetto agli approvvigionamenti, l’Azienda ha prestato piena collaborazione al fine di garantire un veloce accertamento della regolarità degli acquisti effettuati”.