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Appalti comunali “pilotati”, chiesto il rinvio a giudizio per 24 indagati

Si legge nella richiesta del sostituto procuratore Chiesi: "Radicata prassi volta a favorire alcuni soggetti"

REGGIO EMILIA – Il procuratore reggente Isabella Chiesi ha chiesto il rinvio a giudizio per 24 delle 26 persone (tra cui sette dirigenti e funzionari comunali), a cui a settembre dell’anno scorso e’ stato notificato l’avviso di fine indagini, coinvolte nell’inchiesta sulle presunte irregolarità relative alla gestione di appalti pubblici indetti dal Comune che sarebbero emerse sia relativamente alla predisposizione dei bandi di gara, sia nella gestione del relativo iter procedimentale.

I due indagati per cui non è stato chiesto il rinvio a giudizio sono il comandante della polizia municipale Stefano Poma e l’allora componente di una commissione per la gara Maria Marzi.

Le indagini sono iniziate nel 2016 dopo alcune dichiarazioni fatte da privati e hanno visto tra giugno 2017 e aprile 2019 il deposito di “plurime informative” della Guardia di Finanza, in ordine alla sussistenza di ipotesi delittuose per i reati di turbata liberta’ degli incanti, falsita’ in atto pubblico, rivelazione di segreto d’ufficio e corruzione. I soggetti per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio sono gli stessi che nel luglio dell’anno scorso avevano ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini, tranne due, la cui posizione è stata presumibilmente archiviata.

Al termine dell’attività di indagine la procura ha potuto accertare, si legge nella richiesta di rinvio a giudizio, “la sussistenza nell’amministrazione comunale di Reggio Emilia di una radicata prassi che coinvolgeva alcuni soggetti, apicali e non, volta, sia ad indicare nei bandi, in cui la stessa amministrazione risultava essere stazione appaltante, requisiti per la partecipazione alle gare che sapevano in possesso soltanto di alcune persone (fisiche o giuridiche) e che in tal modo si volevano favorire, sia, successivamente, a gestire la gara in modo da far vincere quelle persone sin da principio individuate come aggiudicatarie”.

La posizione dei soggetti iscritti nel registro degli indagati e non destinatari dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, circa una ventina di persone, è stata separata ed è in corso di definizione. Fra questi c’è anche il sindaco di Reggio Emilia che recentemente ha confermato di essere indagato nell’inchiesta.

Il valore degli appalti sotto la lente degli inquirenti si aggirerebbe intorno ai 27 milioni. Al centro dell’inchiesta c’e’ Santo Gnoni ex capo del servizio legale del Comune e all’epoca dei fatti membro della commissione tributaria provinciale, unico a cui viene contestata l’accusa di corruzione.

Oltre a Gnoni fra i 24 indagati per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio ci sono Roberto Montagnani, dirigente comunale, l’ex assessore alla Mobilità Mirko Tutino e Nando Rinaldi, presidente dell’Istituzione Nidi e Scuole d’Infanzia di Reggio. Oltre a questi anche l’ex dirigente dell’Istituzione, Paola Cagliari, il dirigente Alessandro Meggiato e Raffaele Leoni, ex presidente di Asp.

Oltre a questi ci sono avvocati, consulenti e altre persone: Daniela Agosti, Anna Messina, Valeria Sborlino, Paolo Coli, Matteo Fortelli, Roberto Ugolotti, Anna Maria Mazzocchi, Tiziana Tondelli, Stefano Vaccari, Ivana Ceccardi, Giuseppe Altieri, Lucci Alessandro, Lorenzo Corradini, Vincenzo Corradini, Luigi Severi e Ermes Ruozzi.