Viale Umberto I, cantieri al via fra le proteste

Da domani verifiche archeologiche per lavori sulla rete fognaria. I cittadini: avvio dei lavori fissato senza contattarci

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REGGIO EMILIA – Dopo oltre un anno di dibattito il cantiere di riqualificazione di viale Umberto I a Reggio Emilia, inserito nel progetto dei luoghi del Ducato estense finanziato dal ministero dei Beni culturali con 1,3 milioni, e’ pronto a partire. Domani prenderanno il via una serie di verifiche archeologiche propedeutiche ai lavori di rifacimento che la societa’ Ireti (Gruppo Iren), a partire dall’8 marzo, effettuera’ sui “sottoservizi” della rete fognaria.

Questo intervento, che riguarda il tratto dalla rotatoria di piazza Lepanto fino a piazza Cadorna (incrocio del viale con via Codro) prevede in particolare la realizzazione di una nuova rete fognaria per acque miste nell’area verde posta ad est rispetto al viale per una lunghezza di circa 440 metri.

La sua conclusione e’ prevista a giugno. Ireti ha previsto come necessaria la chiusura al traffico di via Codro per due settimane, concordando il programma dei lavori sia con il vicino ospedale, che con la scuola presente nella strada. Di pari passo inizieranno i lavori di riqualificazione del viale con il restauro degli obelischi e delle fontane settecentesche. I successivi interventi realizzati dal Comune sulle carreggiate stradali in viale Umberto I e in via Codro avverranno invece senza interruzione della viabilita’.

Un aspetto particolarmente dibattuto del progetto era relativo ai tigli del viale, alcuni dei quali saranno abbattuti. Ma il Comune sottolinea che al termine dei lavori il numero di alberature presenti lungo il viale aumentera’ di 74 unita’ rispetto ad oggi raggiungendo il numero di 555 esemplari.

E a questo proposito il comitato dei “Cittadini per Viale Umberto I” di Reggio Emilia, nato in difesa degli alberi coinvolti nel progetto di riqualificazione della strada protesta e scrive: “Come ormai era evidente il nostro Comune non rispettera’ gli impegni presi nella mozione di iniziativa popolare che abbiamo presentato, facendosi beffe di 2.500 firmatari e di un intero Consiglio comunale. Nessun ascolto anche degli inviti giunti dalla locale Prefettura”. Insomma “nessuno che si sia preoccupato, nonostante fosse espressamente previsto, di contattarci prima di partire col cantiere”. Per il comitato, quindi, “l’ennesima brutta pagina di un’amministrazione sorda, autoreferenziale, incline soltanto a una becera propaganda, dove gli alberi sono solo un impiccio”.

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