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Vaccini, Bonaccini: “L’Emilia-Romagna può farne un milione al mese”

Il governatore: "Il sistema ne consente fino a 45mila al giorno, ma tutto dipende dall'arrivo delle dosi"

REGGIO EMILIA – Potenzialmente “possiamo superare persino al milione di vaccini al mese”, ma tutto dipendera’ da quanti vaccini arriveranno. In ogni caso, l’Emilia-Romagna “e’ pronta ad ogni evenienza”. Il governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, ha svelato ieri il programma vaccinale anti-Covid dell’Emilia-Romagna per quanto riguarda le prossime fasi della campagna. Ma si guarda bene dal fare “promesse” in larga parte legate alle dosi in arrivo. Il primo step e’ il mezzo milione di vaccinati entro fine febbraio-inizio di marzo, con la conclusione della prima fase.

“Abbiamo un sistema sanitario che e’ in grado di arrivare a 45.000 vaccinati al giorno – afferma Bonaccini, con lui l’assessore regionale alla Sanita’ Raffaele Donini – questo significa che entro l’estate saremmo in grado di vaccinare tutti quanti, se le dosi ci fossero, ma bisogna evitare di illudere la popolazione”. Anche se, aggiunge durante la conferenza stampa tenuta oggi, “pare che i ritardi accumulati sulle forniture cominciano ad essere ridotti”. Insomma, per il presidente “c’e’ una luce in fondo al tunnel che nei prossimi mesi cominceremo ad avvicinare”. Proprio le incertezze sulle forniture Pfizer, Moderna e Astrazeneca hanno indotto l’Emilia-Romagna ad abbozzare un “piano flessibile”, come lo definisce ancora il presidente, “che dimostra che saremo in grado di reggere l’urto delle dosi che arriveranno”.

Oggi, sottolinea ancora Bonaccini, siamo ancora nella fase della preoccupazione, un po’ i contagi stanno ricominciando ad aumentare, c’e’ il tema delle varianti, ma a marzo avremo oltre un mezzo milione di persone vaccinale, tra cui il personale sanitario e gli ultra ottantenni. Il rischio di contagi, ricoveri e decessi comincera’ a diminuire parecchio”. Questo, sottolinea il governatore, potra’ anche mettere al riparo “dal rischio di restrizioni” le attivita’ economiche oggi alle prese con le limitazioni previste dalle diverse fasce di colore. Ma “non dipende tutto da noi, ma da chi ha firmato i contratti, farci arrivare le dosi”. A questo proposito, “spero si insedi prima possibile il nuovo Governo”, sottolinea ancora Bonaccini.

Settanta hub e mille operatori, ma senza primule
Difficilmente in Emilia-Romagna spunteranno le “primule” per la campagna di vaccinazione anti-Covid. Al limite sorgera’ “qualche struttura di questo genere anche qui”, ma in generale “non abbiamo particolari difficolta’ logistiche” come sedi di vaccinazione, spiega l’assessore regionale alla Sanita’, Raffaele Donini, oggi in conferenza stampa per illustrare il programma delle vaccinazioni anti-Covid in regione. I vaccini verranno fatti “nei punti di maggiore afflusso, negli ospedali, nelle Case della salute ma non escludiamo nemmeno soluzioni come le cliniche mobili”.

Per quanto riguarda le prenotazioni verranno sfruttati i Cup, le farmacie, il fascicolo sanitario elettronico, i corner della salute e “abbiamo in animo di coinvolgere anche i medici di medicina generale”. Per questi ultimi si attende l’accordo sul piano nazionale, che dovrebbe arrivare a breve, per poi siglare una intesa integrativa a livello regionale. Le vaccinazioni verranno svolte da 75 team di 14-16 operatori ciascuno, oltre il migliaio le unita’ di personale in campo, con una potenzialita’ ciascuna di circa 600 vaccinazioni al giorno. Oggi ci sono 12 punti in Emilia-Romagna che svolgono fino a 10.000 vaccini al giorno. “Ma con le Aziende stiamo attivando successivi upgrade che portino ad avere fino a 45.000 dosi giornaliere”, sottolinea Donini. Il sistema sara’ insomma estensibile fino a 70 hub vaccinali e 315.000 dosi a settimana.

Oltre agli operatori attualmente sul campo, “vogliamo coinvolgere anche i 5.200 medici in formazione specialistica”, sottolinea ancora Donini. Si aggiungono poi gli innesti che arriveranno dalla struttura commissariale: si attendono 1.132 operatori. I medici di base saranno poi “fondamentali e imprescindibili”, sottolinea ancora l’assessore regionale, una volta che verranno coinvolti nella campagna.

C’è anche Astrazeneca: in arrivo le prime 81mila dosi
Salvo sorprese, la prossima settimana in Emilia-Romagna verranno somministrati i primi vaccini Astrazeneca: ne sono attese oltre 81.000 dosi a febbraio, 172.000 a marzo. Sara’ l’arma in piu’ per affrontare le prossime fasi della vaccinazione anti-Covid, rivolte ad un numero sempre piu’ largo di cittadini. Una volta completata la fase in corso destinata a personale sanitario, rsa e ora anche over 80 assistiti a casa, tocchera’ per cominciare a tutti gli ultra ottantenni, che in regione sono 368.300 e potranno iniziare a prenotarsi gia’ da lunedi’ 15 febbraio. A loro arrivera’ a breve anche la lettera del presidente regionale Stefano Bonaccini con tutte le indicazioni del caso.

La seconda fase riguardera’ poi, secondo le indicazioni nazionali, la fascia d’eta’ tra i 60 e i 79 anni, che in Emilia-Romagna coinvolge quasi un milione di persone. Con loro persone con comorbidita’, disabili (se non verranno anticipati come chiesto dalla Regione) e personale scolastico. “Per noi- chiarisce in proposito Donini durante la conferenza stampa di oggi- il personale scolastico e’ tutto ad altra priorita’, a meno che nelle prossime ore non ci arrivi una indicazione diversa dal Governo”. La terza fase sara’ rivolta tra gli altri a lavoratori dei servizi essenziali, luoghi di comunita’ e popolazione carceraria. Infine, la quarta fase al resto della popolazione non ancora vaccinata sopra i 16 anni.

L’obiettivo e’ comunque vaccinare entro giugno tutte le persone e categorie a rischio. “Per quanto riguarda febbraio- dettaglia ancora Donini- abbiamo ragione di ritenere che verranno confermate 315.000 dosi, significa 116.000 persone che possono completare il ciclo di vaccinazione”. Poi, “se la fornitura fosse coerente con le dosi che ci erano state indicate saremmo nelle condizioni di poter completare la popolazione gia’ tra fine maggio e giugno, ma non possiamo far finta di non sapere che c’e’ stata una decurtazione significativa da Pfizer, Moderna e Astrazeneca”. Insomma, “dovremo fare i conti coi vaccini che verranno consegnati”.