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Teatri, la voglia di ripartire dopo un “anno infernale”

Il direttore artistico Paolo Cantù: "Stiamo lavorando per riabbracciare il pubblico, ecco come"

REGGIO EMILIA – C’e’ vita nei teatri di Reggio Emilia. Nonostante lo “stop and go” causato dalle misure anti Covid “abbiamo voglia di esserci e stiamo lavorando tanto, sperando di poter alla fine arrivare all’incontro finale con il pubblico”. Lo afferma il direttore artistico della Fondazione dei teatri reggiani Paolo Cantu’, intervenuto ieri sera alla seduta in videocollegamento della commissione “Istituzioni culturali” del Comune.

Una riunione che arriva ad un mese dall’insediamento del nuovo Consiglio di amministrazione in cui siede, oltre al sindaco Luca Vecchi, che per statuto della Fondazione e’ presidente, anche il presidente della provincia Giorgio Zanni e Corrado Baldini, presidente dell’Ordine dei commercialisti, come vicepresidente. “In questo anno infernale in cui siamo stati sicuramente tra i settori piu’ colpiti – spiega Cantu’ – abbiamo perso 60 spettacoli, 130 repliche annunciate e restituito 8.000 voucher di rimborsi, anche se devo dire che moltissime persone vi hanno rinunciato per aiutarci”.

Gli ultimi due eventi andati in scena col pubblico, ricorda il direttore, sono stati la presentazione in anteprima della nuova Ferrari e lo spettacolo dedicato all’anniversario di Gianni Rodari – il 23 febbraio 2020 – a cui hanno assistito solo 1.000 persone ma che sara’ ora riproposto in video. Poi, il buio fino a giugno, quando sono stati allestiti cinque eventi fuori dal teatro, ai Chiostri di San Pietro, con prezzi simbolici e abbonamenti dimezzati, accompagnati con visite guidate al teatro e aperitivi sotto i suoi portici.

I cinque eventi fuori dal teatro hanno incorniciato i mesi estivi concludendosi a settembre, quando dopo l’opera in piazza (lo spettacolo era Figaro messo in scena su un camion con 600 presenze) e un weekend con pubblico ridotto al 45%, con comunque 1700 spettatori, i teatri e i loro 50 dipendenti sono ripiombati nel lockdown.

“Tuttavia – riprende Cantu’ – volevamo e vogliamo che il teatro, nella sua funzione pubblica e sociale, sia presente nella ripartenza della citta’, giocando il suo ruolo di presidio culturale e di spazio della collettivita’. Quindi non ci siamo fermati”. Ci sono infatti stati otto concerti in streaming con 15.000 visualizzazioni e nuovi progetti sono ad oggi in cantiere. Oltre alle visite guidate tutt’ora consentite “andiamo avanti con la produzione dell’opera lirica e con altri progetti”.

In dettaglio c’e’ un “Barbiere di Siviglia” caldendarizzato per la fine di marzo chcabtu’, in ogni caso, sara’ trasmesso in streaming. Un altro progetto riguarda una rassegna di cinque brevi docufilm realizzati in altrettante stanze del teatro, che riprendono concerti senza pubblico. A settembre, emergenza sanitaria permettendo, ripartira’ il “Festival aperto” (la rassegna dei teatri sul contemporaneo) con tre spettacoli gia’ previsti. Saranno invece riorganizzati in blocco i 25 appuntamenti previsti quest’estate, da maggio a luglio.

Lo sguardo e’ quindi rivolto al futuro – con un evento alla Collezione Maramotti in lizza per un riconoscimento della massima istituzione di danza europea – ma anche al passato, con la valorizzazione del materiale d’archivio dei teatri, che risale agli anni ’50. Altra novita’ sara’, entro il 2021, la riapertura della riqualificata “sala Verdi” del teatro municipale Romolo Valli, i cui lavori edili e di impiantistica sono completati, mentre e’ in appalto il progetto acustico.

“La cultura – dice l’assessore del Comune Annalisa Rabitti – non e’ un pulsante che si puo’ accendere e spegnere. Ora navighiamo come su delle zattere e un po’ a vista, ma possiamo dare delle coordinate, se non proprio delle dritte proprio precise”.