Strage di Bologna, Bellini a processo per concorso nell’attentato

La prima udienza e' stata fissata per il 16 aprile alle 9

REGGIO EMILIA – L’ex estremista di destra reggiano Paolo Bellini andra’ a processo per concorso nella strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna. Lo ha deciso oggi il gup bolognese Alberto Gamberini, che ha quindi accolto le richieste della Procura generale e delle parti civili. Assieme a Bellini andranno a processo l’ex carabiniere, Piergiorgio Segatel, accusato di depistaggio, e Domenico Catracchia, amministratore di alcuni immobili di via Gradoli a Roma, imputato per false informazioni al pubblico ministero. La prima udienza e’ stata fissata per il 16 aprile alle 9.

La decisione del gup di Bologna “conferma la tenuta del quadro accusatorio e degli atti investigativi acquisiti dalla Procura generale, e conferma anche che l’opposizione alla richiesta di archiviazione” avanzata dalla Procura bolognese, con l’indagine che fu poi avocata dalla Procura generale, “fu un atto opportuno, oltre che doveroso”. A dirlo, al termine dell’udienza preliminare nei confronti dei tre imputati, accusati rispettivamente di concorso nell’attentato, depistaggio e false informazioni al pm, e’ il legale di parte civile Andrea Speranzoni, che parlando con i cronisti ricorda anche che, sempre sui mandanti, “c’e’ un secondo troncone di indagine ancora aperto”.

Ora, chiosa l’avvocato, “si riparte dal dibattimento (che iniziera’ in Corte d’Assise il 16 aprile, ndr), e sara’ tutta un’altra partita: sara’ un processo difficile e ci organizzeremo adeguatamente per affrontarlo”. Allo stato dell’arte, sintetizza, “gli atti acquisiti ci raccontano la saldatura tra i Nar e il contesto eversivo di Ordine nuovo e ora anche di Avanguardia nazionale, quindi una linea di continuito’ tra gli anni ’70 e gli anni ’80”, a cui si aggiunge “la figura di Paolo Bellini, protagonista di altre importantissime vicende criminali”.

Oggi Gamberini ha anche rigettato la richiesta, avanzata nella scorsa udienza dal legale di Bellini, Manfredo Fiormonti, di disporre una nuova perizia sul video che, secondo l’accusa, ritrae proprio Bellini in stazione il giorno dell’attentato. Sul punto, Speranzoni spiega pero’ che “probabilmente la perizia verra’ disposta nel corso del processo, e penso che sia naturale che questo avvenga”.

Di “grande risultato non solo per la nostra associazione, ma anche per tutta la societa’ civile italiana” parla anche Paolo Bolognesi, presidente dei familiari delle vittime della strage, che a sua volta evidenzia come “abbiamo rischiato che fosse tutto archiviato, mentre invece ora si fa un processo”. Questo, afferma, prova che “gli elementi che avevamo presentato e le linee che si potevano intravedere per una possibile indagine c’erano tutte, non e’ che fossero campate in aria”.

Soddisfatto per “aver ottenuto questo primo passo importante” anche l’avvocato generale Alberto Candi, rappresentante della Procura generale, che tiene a sottolineare che “non abbiamo fatto questa indagine con secondi fini, come ci era stato in qualche modo rimproverato dalla difesa di Bellini, ma perche’ riteniamo di avere elementi precisi: la Procura generale- chiosa- ha semplicemente fatto il suo lavoro”. Non nasconde invece la propria delusione Fiormonti, che si limita a dire che “ci aspettavamo un proscioglimento” e conferma che presentera’ nuovamente la richiesta di disporre una perizia sul video nel corso del dibattimento (fonte Dire).