Scuola, i genitori chiedono il tempo pieno

Alla "Marconi" e alla "Dall'Aglio" non si riusciranno a fare le prime classe con il tempo normale

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REGGIO EMILIA – A causa del calo demografico calano per il quarto anno consecutivo le iscrizioni alle scuole elementari di Reggio Emilia, al punto che alla “Marconi” e alla “Dall’Aglio” mancano i numeri per formare la prima classe al tempo normale. Una situazione comune ad altri plessi scolastici (in particolare nel “forese” ovest ed est) in cui le iscrizioni faticano a raggiungere i parametri previsti dalle norme, allertando l’Ufficio scolastico territoriale che sta valutando con i dirigenti le possibilita’ per attivare comunque il servizio.

Problematiche pero’ “assolutamente gestibili rispetto ad altri anni”, assicura l’assessore all’Educazione, Raffaella Curioni. Dall’anno scolastico 2017-2018 la scuola primaria reggiana ha perso nel suo complesso circa 450 alunni, allineandosi al trend della fascia 3-6 anni, dove il calo della popolazione scolastica e’ gia’ in atto da alcuni anni.

E’ quanto emerge dai dati sulle iscrizioni alle scuole primarie e secondarie di primo grado pervenuti al Comune, le cui procedure si sono concluse lo scorso 25 gennaio. In dettaglio le richieste arrivate sono 1.415 per le scuole primarie e 1.631 per le scuole secondarie di primo grado, che rispetto all’anno scolastico 2017/2018 mantengono una stabilita’ nel numero dei frequentanti (con un saldo positivo di sole quattro unita’).

Altro elemento che emerge dai numeri e’ la maggiore richiesta delle famiglie di tempo pieno (40 ore settimanali), rispetto a un calo delle domande di tempo “normale” (27 ore). Un modello, il primo, ancora poco diffuso a Reggio (ne usufruisce il 44,8% dei bambini contro l’80% della vicina Modena), ma le cui domande in crescita sono considerate un buon segno.

Per l’assesore Curioni, restituiscono infatti “una realta’ sociale e lavorativa in aumento ed in crescita economica”. Per questo “come amministrazione comunale continueremo a sostenere, anche attraverso il servizio Officina educativa, le esperienze dei servizi educativi pomeridiani che, integrando l’offerta formativa delle varie scuole, possano fungere da risposta essenziale per i bambini e i ragazzi e per le necessita’ di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle famiglie”, aggiunge l’esponente della Giunta.

L’Ufficio scolastico di ambito territoriale ha da parte sua messo in evidenza “la necessita’ di muoversi all’interno delle disponibilita’ di organico, che verranno assegnate dal ministero”, spiega il dirigente Paolo Bernardi. A Reggio Emilia, riprende poi Curioni, sono 19 le sedi della “scuola diffusa”, dislocate in musei, biblioteche, parrocchie e centri sociali, che nell’ultimo anno hanno consentito lezioni in presenza nel rispetto delle norme anti covid.

“L’intento preciso dell’amministrazione comunale – conclude l’assessore – e’ garantire, anche per il prossimo anno scolastico, il reperimento di ulteriori sedi scolastiche, adeguate sotto il profilo della sicurezza e funzionalita’ per ospitare, in caso di ulteriore proroga delle misure di contrasto alla diffusione del covid-19, classi in esubero rispetto alle capienze delle sedi scolastiche tradizionali”.

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