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Salvini: “L’Euro? Solo la morte è irreversibile”. Zingaretti lo attacca

A far litigare i due esponenti della maggioranza che regge il governo Draghi, questa volta, è la moneta unica europea

ROMA – La pace tra il leader della Lega Matteo Salvini e il segretario del Pd Nicola Zingaretti sembra essere già saltata. A far litigare i due esponenti della maggioranza che regge il governo Draghi, questa volta, è l’euro.

La moneta unica, a lungo un obiettivo della propaganda leghista, non sembra infatti convincere Salvini neanche dopo la sua ‘conversione’ all’europeismo: “L’euro irreversibile? Di irreversibile c’è solo la morte“, dice il leader del Carroccio a ‘L’Aria che tira’ su La7. Nel governo, aggiunge poi Salvini, devono però “prevalere i punti di unione, non quelli di disunione. Oggi mi tengo per me le mie simpatie e le mie antipatie”.

Via twitter arriva l’immediata replica del segretario dem, che rimarca le distanze dall’alleato di governo: “L’Euro e l’Europa sono la dimensione dove pensare e rafforzare il futuro dell’Italia. Dovrebbe essere anche superfluo ripeterlo”.

“L’Italia è in buone mani”, dichiara il segretario del Pd Nicola Zingaretti a Cartabianca a proposito della squadra del premier Mario Draghi. “Siamo in un momento complicato ma in cui è giusto usare la parola ottimismo. Noi avremmo preferito una maggioranza politicamente più omogenea che forse avrebbe creato meno problemi. Ci affidiamo ora alla personalità di Draghi”, dice Zingaretti che si appella alla “buona volontà di tutti” in maggioranza.

Il leader del Pd ricorda che ieri ho incontrato Salvini “e l’ho fatto per la prima volta nella mia vita, perché è giusto dare un segnale di serietà. Io penso che è giusto che i partiti collaborino ma non è neanche possibile che i partiti si debbano annullare. Noi restiamo alternativi alla Lega”. Zingaretti invita a smetterla con la “guerriglia quotidiana. Anche per questo penso che bisognerebbe evitare di dire quelle cose che ha detto Salvini sull’euro. Eviterei in questo momento, in cui gli italiani si aspettano serenità, di riaprire tutti i giorni polemiche che danno visibilità a chi le dice. Anche perché c’è una brutta visibilità, non c’è solo quella che porta consenso. Ora abbiamo il dovere politico e etico di collaborare e dare una mano a questo paese. Non fare i furbi e tentare di ottenere dei risultati” (fonte Dire).