Rally del Bitcoin, ecco lo scenario che c’è alle sue spalle

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REGGIO EMILIA – Il boom del Bitcoin potrebbe avere un motivo del tutto particolare alle sue spalle, ovvero la grandissima fiducia che viene riposta nella più famosa moneta digitale al mondo da parte degli uomini che hanno meno di 30 anni.

Una vera e propria fiducia che non sembra poter crollare, di investitori legati al trading criptovalute, che con un po’ di incoscienza stanno lanciando la sfida al mercato e ai suoi rischi naturali correlati. Stando alle ultime statistiche che sono state diffuse da parte di Mode, una fintech che si occupa proprio di analizzare i trend nel campo delle criptovalute, gran parte degli investitori che stanno puntando e investendo sul Bitcoin si possono categorizzare in una cerchia ben definita. Infatti, sembra che si tratti perlopiù di uomini piuttosto giovani, che non hanno compiuto ancora i 30 anni, che hanno in comune una propensione particolarmente elevata nei confronti del rischio.

Una nuova chiave di lettura

Uno scenario che, fino a questo momento, non era stato mai probabilmente approfondito nel modo corretto, soprattutto con l’intento di mettere in evidenza le prestazioni da primato che hanno caratterizzato fino a questo momento il Bitcoin.

Il fenomeno si potrebbe tranquillamente definire “overconfidence”: in poche parole, si tratta di un livello di fiducia eccessivo da parte di uomini che sono giovani ed entusiasti, ma che hanno un bagaglio d’esperienza alle spalle inevitabilmente ridotto e limitato.

Dando un’occhiata ai dati che sono stati diffusi da parte di Mode si può notare un trend particolarmente interessante. Ovvero, quasi otto investitori su dieci sono uomini, rispetto a solo il 21% di trader di sesso femminile.

Si tratta di una statistica che non ammette altre interpretazioni, contrapponendosi notevolmente rispetto a tutte quelle statistiche che si riferiscono ai titoli azionari. Come mai l’equilibrio a livello azionario non si riflette anche sugli investimenti nelle monete digitali? Dall’Università di Toronto, la professoressa Lisa Kramer, prova a dare una spiegazione a questo scenario, sottolineando come il dato relativo al genere degli investitori, così come quello che si riferisce all’età, potrebbe definire quello che è l’identikit dell’investitore tipo del Bitcoin e potrebbe anche tornare utile per comprendere come mai il Bitcoin abbia fatto registrare un simile rialzo nel corso degli ultimi tempi.

Investitori giovani e senza piena coscienza dei rischi

Secondo la Kramer, pare che tutto si debba ricollegare a una semplice motivazione generazionale. Gli investitori che hanno un’età inferiore a 30 anni, non hanno affrontato pienamente la crisi finanziaria che è andata in scena nel 2007-2008, così come non hanno avuto modo di conoscere la bolla Dotcom della fine dello scorso millennio e chiaramente non hanno vissuto i vari crolli in Borsa, a partire dalla Grande Depressione fino al lunedì nero risalente al 1987.

Il fatto che il Bitcoin rappresenti un asset particolarmente caldo, ma anche volubile, rappresenta una sorta di maschera, visto che in ogni caso lo scenario relativo all’introduzione di nuove regolamentazioni è sempre dietro l’angolo. Proprio per questa ragione, gli investitori che hanno un maggior bagaglio di esperienza alle spalle, hanno dovuto affrontare le congiunture economiche pesantemente negative che hanno colpito i mercati, e non si fidano ancora del tutto del boom del Bitcoin.

Se è vero, però, d’altro canto, che gli investitori più giovani possono sfruttare, a loro completo vantaggio, una maggiore capacità di gestione e d’uso delle app legate al trading, è chiaro che questo binomio che si è creato con il Bitcoin, potrebbe essere legato a un motivo in particolare, ovvero a quella componente di rischio che caratterizza la criptovaluta. E potrebbe essere proprio questa stessa passione per il rischio a stimolare sempre di più gli aumenti dell’asset in questione.

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