Piazzale Europa, così gli spacciatori evitano denunce e arresti

I pusher attendono i clienti, prendono i soldi e poi li indirizzano fra i cespugli dove trovano la droga. Vedette, come a Scampia, per eludere i controlli incessanti dei carabinieri che sequestrano, periodicamente, piccole quantità di stupefacente

REGGIO EMILIA – I carabinieri della compagnia di Reggio Emilia supportati da una squadra della S.A.T. del 5° Reggimento Emilia Romagna di Bologna e da una unità cinofila della polizia locale “Appennino Reggiano”, ieri hanno controllato la zona di piazzale Europa identificando 52 persone, di cui 51 stranieri. Nel corso del servizio sono stati trovati, nascosti nel binario 2 della stazione ferroviaria, 2 involucri termosaldati con dentro 6 grammi di hascisc, mentre nei cespugli del parcheggio dell’autostazione di Piazzale Europa è stato trovato un involucro termosaldato con dentro 6 grammi di marijuana. Lo stupefacente, nascosto le note modalità per agevolare l’impunità nello spaccio, è stato sequestrato.

La zona di piazzale Europa, terminale dei pullman che arrivano dalla provincia, piena di studenti che frequentano le scuole superiori di Reggio Emilia, è uno dei luoghi dello spaccio nella nostra città: crack, eroina, cocaina, marjuana e hascisc. In circa un anno i militari hanno sequestrato oltre un etto di droga. Una quarantina le persone che sono state denunciate per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.

Va ricordato che il piazzale è vicino a un’altra area calda, ovvero quella delle ex officine Reggiane, ritrovo di pusher, criminali, sbandati e tossicodipendenti. Un’area strategica per lo spaccio, grazie anche al sottopasso che consente, in caso di controlli, la fuga dei pusher che spariscono passando da Piazzale Europa a Piazzale Marconi. Il tutto probabilmente agevolato dalla presenza di vedette che, in stile Scampia, avvisano i venditori di droga dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Una zona remunerativa per gli stessi spacciatori, perché piazzale Europa è il terminale di tutte le corriere che si spostano nella provincia reggiana, facendo poi capolinea proprio lì. In questa area recenti indagini dei carabinieri hanno rilevato come le pensiline delle fermate degli autobus di piazzale Europa, i parcheggi delle auto del piazzale e le aiuole presenti vengono usate come “deposito” di droga a cielo aperto da parte dei pusher che, piuttosto di rischiare portando addosso lo stupefacente, lo nascondono assicurandosi così l’impunità.

Queste le modalità dei venditori al dettaglio che controllano a distanza i vari “nascondigli”, disseminati un po’ ovunque, dove, al concretizzarsi dello spaccio, indirizzano i vari clienti che prelevano la dose acquistata. Il contatto pusher-cliente avviene, di solito, all’uscita del sottopasso che da piazzale Marconi porta a piazzale Europa dove gli intermediari, come dei veri promoter, chiedono a chiunque passi se “hanno bisogno” il resto avviene con le modalità che abbiamo spiegato prima. E’ facile capire come, in queste condizioni, sia difficile arrestare o denunciare gli immigrati dato che la dazione soldi-droga, praticamente, non avviene nello stesso tempo visto che l’immigrato prende i soldi e poi indirizza il cliente nel luogo dove trovare la droga.