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Myanmar, la Soliani: “Liberare subito Aung San Suu Kyi e i birmani”

Pizzarotti ricorda la sua visita a Parma quando le fu conferita la cittadinanza onoraria

REGGIO EMILIA – “Sia liberata subito Aung San Suu Kyi. Sia liberato il popolo birmano. Hanno scelto la democrazia, hanno il diritto di viverla. Noi siamo con loro”. Sono le parole di Albertina Soliani, presidente dell’Istituto Alcide Cervi e membro dell’associazione per l’Amicizia Italia-Birmania, dopo il golpe militare in Birmania e l’arresto di Aung San Suu Kyi (nella foto la leader birmanta mentre riceve la cittadinanza onoraria a Bologna).

“La democrazia e’ in difficolta’ nel mondo. Quando si svegliano energie nuove e un bisogno piu’ forte di liberta’ e di giustizia, il male reagisce. Questo e’ il tempo delle coscienze forti, ovunque nel mondo”, continua Soliani, spiegando che presto si attivera’ con l’associazione per “azioni concrete, a cominciare da una diffusa e costante informazione”.

Quando Aung San Suu Kyi “venne a trovarci a Parma, oggi Capitale italiana della cultura, disse una cosa che mi rimase impressa, e che cito spesso: ognuno di noi puo’ fare tanto per la propria citta’ e il proprio Paese. Disse: partendo dalle piccole cose, come raccogliere un pezzo di carta per terra, si puo’ arrivare a grandi cose. Anche cambiare il volto di una nazione”, scrive su Facebook il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, ricordando che Suu Kyi e’ cittadina onoraria dell ‘sua’ citta’ dal 2007.