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Lavoro, la Cgil: “Dopo blocco licenziamenti, niente macelleria sociale”

Il responsabile della contrattazione della Cgil di Reggio Emilia: "Rispettare patto regionale o sarà scontro"

REGGIO EMILIA – “Quale che sara’ la data nella quale cessera’ il blocco dei licenziamenti nessuno pensi che da li’ in avanti la festa e’ aperta e liberi tutti”. E’ il monito di Valerio Bondi, responsabile della contrattazione della Cgil di Reggio Emilia, che ricorda: “E’ stato sottoscritto in Regione il ‘Patto per il lavoro’ che contiene un impegno preciso sulla questione per favorire il maggior utilizzo possibile degli ammortizzatori ed evitare le procedure di licenziamento unilaterale”.

Questo, dice Bondi, “deve essere il nostro riferimento, questa deve essere la pratica da tradurre in concreto sul nostro territorio, se si vuole evitare, con responsabilita’ di tutti, l’apertura di uno scontro sociale molto profondo”. L’intervento del sindacalista prende le mosse dai dati sul trend dell’occupazione in Emilia-Romagna e quelli dell’Inps sull’utilizzo della cassa integrazione, che “sono impietosi e mostrano l’effetto di una pesantissima crisi sociale e occupazionale innescata dalla pandemia che colpisce duro trasversalmente tutti i settori e tutta la forza lavoro, con particolare accanimento sulle donne, sui giovani e sui precari”.

E’ “evidente – conclude Bondi – che sara’ per noi centrale la richiesta di proroga del blocco dei licenziamenti oltre il 31 marzo e di dotarsi di ammortizzatori sociali universali semplici nei meccanismi di utilizzo, primo fra tutti l’estensione e la rimodulazione dei contratti di solidarieta’ che rappresentano l’unico strumento efficace per combattere i licenziamenti e la macelleria sociale”.