Incubo figli in Dad, la Cisl: “Servono congedi Covid”

Fiorani (Donne): "Allarme di tanti, così le famiglie non ce la fanno"

REGGIO EMILIA – Senza congedi straordinari Covid, famiglie sempre piu’ difficolta’ a gestire i figli in Dad a causa dei focolai nelle scuole. Lo denuncia la Cisl dell’Emilia-Romagna che ha raccolto una serie di casi-campione di questa situazione: c’e’ chi sta dando fondo a tutti i permessi di lavoro e non sa piu’ come fare a restare a casa coi figli.

Per questo secondo Elisa Fiorani, coordinatrice donne della Cisl Emilia-Romagna, vanno reintrodotti i congedi straordinari Covid per i genitori con figli minori di 14 anni. “Sono tante le segnalazioni che arrivano alle nostre sedi. Fino al 31 dicembre era previsto il congedo Covid straordinario, indennizzato al 50%. Provvedimento che non e’ stato prorogato, cosi’ dall’1 gennaio 2021 possono godere del congedo solo i genitori di figli con disabilita’ (indipendentemente dallo scenario di gravita’ della regione di appartenenza) oppure i genitori di ragazzi di seconda e terza media nelle zone rosse”.

Di qui la richiesta del sindacato di reintrodurre del congedo Covid fino a fine maggio. “Pur essendo la scuola un luogo abbastanza sicuro (i dati nella nostra regione sono confortanti), capita spesso che per motivi precauzionali, anche in caso di singole positivita’, sia disposta dall’Ausl la didattica a distanza per piu’ giorni. E la situazione potrebbe ripetersi piu’ volte, anche nella stessa classe”, continua la sindacalista Cisl.

L’emergenza sanitaria, prosegue Fiorani, “non e’ finita il 31 dicembre. Le situazioni sono diverse, ma non tutti hanno ferie e permessi arretrati, non tutti possono lavorare in modalita’ agile, i nonni devono essere protetti in attesa del completamento della vaccinazione e non possiamo affidarci solo alla buona volonta’ di un datore di lavoro che puo’ talvolta concedere permessi o un’aspettativa non retribuita. Una sospensione lavorativa che si protrae potenzialmente per una, due o tre volte nel giro dei prossimi mesi, senza retribuzione, va a incidere poi drasticamente sul bilancio familiare, gia’ messo a dura prova”.

Non sono “questioni private- insiste la coordinatrice delle donne Cisl- il supporto alle famiglie e alla genitorialita’, l’attenzione alla conciliazione tra lavoro e compiti di cura, ogni misura che vada a sostenere la permanenza e il benessere delle donne nel mercato del lavoro – che sappiamo essere state duramente colpite in questa epidemia – devono essere la nostra priorita’, sociale e politica”.