Il Covid non scalfisce Coopservice: fatturato in aumento

Più 5% del previsto: al via un nuovo progetto sulla valuta elettronica

REGGIO EMILIA – Il Covid si e’ fatto sentire, ma nel complesso non ha scalfito la solidita’ di Coopservice. Il gruppo reggiano, tra i maggiori fornitori di servizi integrati alle imprese con circa 17.000 dipendenti (di cui oltre 1.500 all’estero) prevede infatti di chiudere il bilancio 2020 con un fatturato a quota 630 milioni, in crescita del 5% rispetto alle previsioni, e 23 milioni investimenti. Emerge dal documento di budget 2021 della cooperativa, che avrebbe conseguito risultati ancora migliori se, l’anno scorso, non avesse ceduto il ramo “Ecologia”.

“Sia per il 2020 che per il 2021 prevediamo la crescita di tutti gli indicatori, nonostante gli effetti del covid che hanno impattato in maniera drastica e strutturale su alcuni nostri servizi”, commenta il presidente di Coopservice, Roberto Olivi. “Uno dei settori sui quali abbiamo avviato una riflessione – spiega – e’ quello del trasporto e conta valori. Con il covid e’ esploso l’uso del denaro elettronico. Stiamo quindi ragionando, all’interno di un progetto strategico piu’ ampio, su come mettere in sicurezza questa attivita’, preservandone occupazione e valore”.

In dettaglio il preconsuntivo 2020 della cooperativa con sede a Reggio Emilia, evidenzia un miglioramento del margine operativo lordo al 5,4% del fatturato, e della posizione finanziaria netta.

Ma “la crescita di Coopservice non e’ solo quantitativa. In una cooperativa, e nel settore dei servizi, la differenza la fanno le persone”, prosegue Olivi. Per questo “alla qualificazione delle competenze, allo smart working e all’attrazione dei giovani talenti, dedicheremo una quota importante di investimenti”.

Durante “il lockdown e anche in questi mesi di recrudescenza, sottolinea il presidente, “le persone di Coopservice sono state in prima linea per garantire servizi essenziali nella sanita’ e alle imprese: i risultati positivi che porteremo ai soci sono merito del loro impegno”. E tuttavia, conclude Olivi, “nessuno puo’ fare da solo: anche per le nostre performance sara’ determinante il modo in cui verranno investite le risorse del recovery fund e l’impatto che avranno sulla ripresa economica del Paese”.