Giovani e Covid, parte il piano del Comune contro il disagio

Un investimento di 2,5 milioni con sport, musica e patti educativi. Il sindaco Vecchi: "Lo proporrò all'Anci"

REGGIO EMILIA – Reggio Emilia conferma la sua reputazione di “citta’ dell’educazione”. Lo fa con un nuovo progetto rivolto ad arginare il disagio sociale giovanile, acuito dalla restrizioni imposte dalla pandemia. L’iniziativa, denominata “Chance”, si avvarra’ della supervisione scientifica dell’Universita’ di Modena e Reggio Emilia e si articola in diverse azioni, sostenute dal Comune con un investimento di 2,5 milioni.

In dettaglio, gia’ dagli inizi del prossimo marzo, sara’ rafforzata la presenza di educatori e operatori sociali di strada, con otto operatori in piu’ attivi sulla citta’, alcuni dei quali formati per interventi di prevenzione del disagio e per intercettare per tempo i ragazzi potenzialmente a rischio di devianza. In contemporanea, questa primavera, saranno riattivati anche i “cantieri sportivi” in parchi pubblici e centri sociali, dove creare con la presenza di un educatore e di un allenatore occasioni di socializzazione per i ragazzi che non praticano sport, o non lo fanno tramite i canali tradizionali.

Saranno infine avviati progetti dedicati a incentivare la creativita’ artistica, con particolare accento sulla musica. La programmazione a lungo termine delle politiche giovanili sara’ invece sviluppata attraverso due nuovi strumenti: un “patto educativo” con le scuole da una lato, e un Forum cittadino che si intende realizzare con il coinvolgimento delle famiglie e altre agenzie educative.

L’amministrazione comunale conferma infine gli investimenti su una serie di servizi come gli interventi di “educativa domiciliare”, cioe’ il sostegno alla genitorialita’ fatto all’interno del nucleo familiare per prevenire situazioni di conflitto o malessere e al Centro di prevenzione sociale (Cps), cooperativa a cui e’ stato chiesto di focalizzare i propri interventi, tra l’altro, sul fenomeno degli “Hikikomori”, ovvero il ritiro sociale patologico che colpisce un numero crescente di giovani e che la pandemia.

“La fatica di questa fase e’ provata da tutti, compresi i nostri ragazzi, ai quali va data una risposta di vicinanza, di interazione, di proposta rispettosa delle loro vocazioni, scelte, necessita’”, spiega il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi. Percio’, “partendo dalle basi solide delle nostre politiche, competenze ed esperienze, lavoriamo a una risposta nuova, sperimentale, molteplice, integrata fra attori diversi”.

Come delegato Anci per il Welfare, conclude il primo cittadino, “proporro’ questo nostro progetto all’associazione nazionale dei Comuni italiani, come possibile riferimento utile anche ad altre citta’”.