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Emilia-Romagna, è tempo di preparare la stagione estiva 2021

REGGIO EMILIA – In un contesto mai così incerto e aleatorio, è tempo di preparare la stagione estiva 2021 prima che sia definitivamente troppo tardi per poter curare una ideale programmazione, e che un’ottica di visione di breve termine impedisca di guardare con maggiore confidenza a un sostenibile futuro.

D’altronde, è dallo scorso mese di ottobre che alcune delle attività ricreative più fruite sono praticamente chiuse da tempo. Ed è da diverse settimane che gli stessi operatori chiedono a gran voce che possa essere presa in carico la propria richiesta di riavvio delle proprie iniziative imprenditoriali, prima che buona parte di esse non riescano più a riaprire i battenti.

Un problema noto, con soluzioni ancora da prospettare
D’altronde, ne avevamo già parlato qualche giorno fa: dal 25 ottobre 2020 alcune attività come palestre e piscine tengono spente le luci, con un trimestre di chiusura che si somma già al trimestre di chiusura della prima ondata di coronavirus, e che rischia di continuare ancora lungo. Se dunque il 2020 sembra esser stato un periodo particolarmente sfortunato per questo genere di attività, il 2021 rischia di essere addirittura peggiore, almeno nel suo primo semestre.

L’assenza di una prospettiva di riapertura (teoricamente fissata al 5 marzo 2021, anche se pochi credono che tale data sarà rispettata), corre il rischio di gettare nuova ombra su una serie di settori economici fondamentali per l’economia dell’Emilia Romagna e dell’Italia in generale: milioni di lavoratori che in tutto il Paese sono impegnati nel settore sportivo e ricreativo, e che corrono seriamente il rischio di vedere vanificata qualsiasi auspicio di ripartenza.

Infatti, se da un lato la pandemia ha sicuramente dato un impulso alla digitalizzazione della nostra economia, soprattutto nel mondo dell’intrattenimento, con siti come quelli elencati su Casinos.it, che hanno visto il loro traffico impennarsi, passare da un approccio tradizionale a uno più moderno e digitale non può essere l’unica soluzione per salvare quelle attività pesantemente impattate dalle misure restrittive anti-Covid.

Dal lockdown, come ripartire?
Ma in che modo ripartire in questa situazione? Ipotizzarlo è ovviamente molto difficile, ma una base di valutazione potrebbe essere la riprogrammazione di una riapertura di centri sportivi, palestre, piscine e locali ricreativi con le limitazioni che erano già state previste dopo la prima riapertura di maggio 2020, come peraltro sostenuto da alcuni esponenti delle istituzioni.

Rimane ancora in ballo, per quanto non sia ancora stata presa in formale considerazione, la possibilità che possa essere introdotto una sorta di certificazione vaccinale, ovvero un patentino che consentirebbe a chi è stato vaccinato contro il Covid-19 di poter avere accesso a palestre, piscine e altre strutture che potrebbero in tal modo essere gradualmente riservate a quella crescente fetta di popolazione che si sottoporrà alla campagna vaccinale.

Ad ogni modo, è evidente come per il momento ci siano esclusivamente delle ipotesi ancora lontane dall’applicazione e che, proprio per questo motivo, continui a crescere la preoccupazione degli operatori dinanzi alle incertezze del futuro a breve e a medio termine. L’auspicio è che qualcosa possa cambiare nel corso del prossimo mese.