De Lucia accusa: “Nel Pd comandano gruppi di potere”

Il consigliere Dem: "In politica il merito vale zero. Il mio addio non è stato perché volevo poltrone". La solidarietà del consigliere Fabiana Montanari

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REGGIO EMILIA – “Il Pd e’ cambiato: ci sono gruppi di potere e qualunque cosa ne sia avulsa viene marginalizzata e schiacciata”. Anche perche’ “in politica il merito vale zero”. Il giorno dopo l’addio al Partito democratico, dove ha militato per piu’ di 10 anni, il consigliere comunale di Reggio Emilia Dario De Lucia non e’ felice ma nemmeno troppo sconsolato.

E cosi’, radunati i cronisti in municipio, torna a spiegare le ragioni che, “per coerenza”, lo hanno spinto ad abbandonare la coalizione di maggioranza anche in sala del Tricolore, dove da oggi fara’ parte del gruppo Misto. Recordman di preferenze alle ultime elezioni amministrative (quasi 900 voti), con alle spalle diverse battaglie per i diritti civili e del lavoro e spesso in contrasto con i vertici del suo partito, De Lucia racconta: “Ho aderito al Pd perche’ aveva uno spirito maggioritario, si occupava dei cittadini piu’ deboli e aveva alla base un’idea di comunita’. Ora si e’ modificato e spero che ascolti di piu’ la base degli iscritti”.

Il vulcanico consigliere comunale ripercorre poi l’ultima “frattura insanabile” con la segreteria provinciale, retta da Gigliola Venturini, che lui stesso ha innescato con un post su Facebook in cui attaccava Graziano Delrio (capogruppo dem alla Camera ed ex sindaco di Reggio), ricordandone il ruolo di “numero due” nel Governo di Matteo Renzi. Un’uscita da cui il Pd reggiano si e’ affrettato a prendere ufficialmente le distanze. “E’ stata una scelta politica – spiega De Lucia – perche’ anche la commissione di Garanzia ha ritenuto che quel post non era contrario ai valori del partito. Ho incontrato la segretaria Venturini ormai un mese fa, ma non e’ stato possibile un chiarimento”. Quindi, “dopo aver ascoltato le persone che mi hanno votato, ho preso la mia decisione”.

A chi ritiene che abbia provocato lo strappo perche’ non e’ stato ricompensato con posti in giunta o ruoli istituzionali, il consigliere ribatte: “Non ho mai chiesto incarichi. Se cosi’ fosse la spaccatura ci sarebbe stata gia’ nel 2019. Vivo la politica con spirito di servizio e non ho mai pensato di fare carriera attraverso di essa come il deputato della Lega Gianluca Vinci”. Diversamente, fa notare De Lucia, “non avrei fatto tutte le battaglie che ho fatto in questi anni, perche’ quelle qualche nemico te lo procurano”. Diverse ad esempio le occasioni di scontro con il vescovo Massimo Camisasca, su cui oggi De Lucia si limita ad affermare: “In questa citta’ pesa molto”.

La risposta a cosa fara’ in futuro e’ duplice. In consiglio comunale, spiega il consigliere, “lavorero’ come sempre e continuero’ a proporre documenti, sempre dialogando in un campo largo di condivisione”. Piu’ incerto lo scenario non troppo lontano delle nuove elezioni amministrative del 2024. “Credo che per allora bisogna lavorare ad una alternativa laica, progressista e dialogante col territorio”. Qui, conclude De Lucia, “non cerco candidature, mi metto a disposizione per fare quello che so fare: organizzare, coinvolgere e motivare i cittadini”. I fari restano ora puntati sul consiglio comunale, dove si attende di capire se ci saranno altre defezioni dal Pd da parte di consiglieri molto vicini a De Lucia, come l’attivista Lgbti Fabiana Montanari.

Quest’ultima ha espresso solidarieta’ a De Lucia e ha commentato: “Comprendo la scelta di Dario, mi spiace che si sia dovuto arrivare a questo punto. Penso che la politica abbia bisogno di gente come lui che si impegna con passione e porta avanti battaglie e istanze al passo coi tempi e vicine ai giovani”. Per questo, conclude la consigliera, “continueremo sicuramente a lavorare insieme su tante tematiche che ci accomunano”.

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