Cna Benessere: “Sì a spostamento tra Comuni per servizi a persona anche in zona arancione”

Il presidente Guerrieri: "Si svolgono solo su appuntamento indipendentemente dal comune di residenza. Nessun rischio di aumento contagi”

REGGIO EMILIA – In questi giorni si stanno moltiplicando le petizioni delle imprese Cna del settore benessere (acconciatori, estetisti, tatuatori) in tutta la regione per la raccolta firme da consegnare alle Istituzioni nazionali e locali per chiedere che la limitazione agli spostamenti tra comuni nella zona arancione per i servizi alla persona sia cancellata dalla Regione Emilia-Romagna.

Iniziativa sostenuta appieno dal presidente Cna Benessere e Sanità Andrea Guerrieri: “I protocolli di sicurezza sono rigorosi, sono da sempre parte integrante del nostro lavoro e ora più che mai li stiamo rispettando con forme ancora più stringenti fin dall’inizio dell’emergenza covid, perché abbiamo grande attenzione per la nostra salute, quella dei dipendenti e dei clienti”.

“Riteniamo pertanto profondamente ingiusta – prosegue Guerrieri – l’applicazione del Dpcm 3/11/2020 che impedisce ai cittadini in zona arancione di spostarsi in un comune diverso da quello di residenza per recarsi dal proprio acconciatore, estetista o tatuatore di fiducia. Lo stesso vale per i colleghi toelettatori, che in base alla classificazione dei codici Ateco rientrano nei servizi alla persona”.

Infatti, anche nei laboratori dei toelettatori ci sono tutte le condizioni per continuare a svolgere l’attività in sicurezza. L’organizzazione e le modalità di svolgimento del lavoro, sempre su appuntamento, garantiscono il rispetto e la massima distanza di sicurezza tra gli operatori e i proprietari degli animali. Cani e gatti non sono veicolo di contagi e sono solo loro gli effettivi destinatari della prestazione.

“Noi come Associazione – spiega il presidente CNA Benessere e Sanità – siamo in contatto continuo con la Regione e stiamo continuando a esercitare la nostra azione di rappresentanza per spiegare tutte le motivazioni alla base di questa richiesta. Con il ritorno in zona arancione da una settimana all’altra, è molto importante definire una volta per tutte la possibilità di continuare a lavorare per le imprese del settore servizi alla persona, che hanno un alto livello di personalizzazione e si fondano su un rapporto fiduciario con la clientela. Per questo in alcune Regioni, pur classificate in zona arancione, i clienti hanno potuto spostarsi tra comuni per recarsi dall’acconciatore o dall’estetista”.

Il malessere del settore non va sottovalutato. In un recente sondaggio realizzato da Cna, il 6% delle imprese del settore ha dichiarato che rischia di dover chiudere l’attività. Il 30% dichiara invece che sta resistendo, ma teme di non farcela.

“Non crediamo – conclude Andrea Guerrieri – che questa concessione aumenti il rischio di contagio: questi servizi alla persona si svolgono infatti su appuntamento, quindi il flusso viene regolato indipendentemente dal Comune di provenienza del cliente. Inoltre, visto il costante contatto con i clienti, gli operatori del settore dovrebbero rientrare tra le categorie da vaccinare subito”.