Caso Mescolini, la Tinelli: “Querelo Bernini”

L'avvocato ex membro laico del Csm: "Mai iscritta al Pd e mai fatto pressing su Palamara"

REGGIO EMILIA – “Non sono mai stata iscritta al Pd, ne’ ad altri partiti politici. Non sono componente di enti del Comune di Reggio Emilia e non ho nulla da nascondere”.

Celestina Tinelli, ex presidente dell’Ordine degli avvocati di Reggio Emilia, ex membro laico del Csm e membro del Cda della Fondazione Manodori (precedentemente era stata designata dal Comune nel consiglio generale insieme a Daniele Cottafavi, ndr), rimanda al mittente le accuse rivolte nei suoi confronti da Giovanni Paolo Bernini, lanciate ieri sera durante la trasmissione televisiva “Quarta Repubblica”, in merito alla vicenda del procuratore capo di Reggio Marco Mescolini.

Bernini, esponente di Forza Italia a Parma finito nell’inchiesta Aemilia contro la ‘ndrangheta (che Mescolini coordinava) e poi assolto, ha in particolare affermato che la nomina del magistrato a capo della Procura reggiana fu “fortemente sostenuta” da Tinelli per conto del Partito democratico, attraverso il pressing sull’ex membro del Csm Luca Palamara.

“Non ho mai esercitato una funzione contraria a legge e ordine pubblico e non ho in alcun modo alterato i procedimenti diretti a nominare i superiori rappresentanti della magistratura. Sono sempre stata al mio posto e se richiesta ho formulato delle osservazioni di ordine tecnico”, smentisce la legale. Insomma “non mi sono mai fatta portatrice presso Palamara o altri esponenti del Csm di interessi di alcun partito”, replica la legale reggiana.

Quanto a Mescolini, “nessuna citta’ che fosse consapevole della portata delle attivita’ che hanno condotto al maxiprocesso contro la ‘ndrangheta, sarebbe stata meno che onorata dall’averlo quale Procuratore e attorno a cio’, in un paese normale, non dovrebbe costruirsi alcuno scenario illecito. A meno che non si voglia delegittimarlo e indebolirlo, come tristemente avvenuto ad altri magistrati scomodi”.

E’ invece noto, aggiunge Tinelli, “che il signor Bernini, politico parmense, conduce da mesi una campagna mediatica contro Mescolini che a Reggio Emilia ha trovato un certo ascolto e risalto e che evidentemente abbisogna di sempre nuova linfa, di cui non intendo fare parte”. Tuttavia, conclude l’avvocato, “poiche’ il danno nei miei confronti e’ stato perpetrato, anticipo che e’ mia intenzione promuovere azione civile nei confronti dei responsabili”.

Lo scorso gennaio Tinelli e’ stata costretta ad abbandonare la presidenza dell’Ordine degli avvocati reggiani, ora commissariato, dopo che oltre la meta’ dei membri del Consiglio si e’ dimessa. Alla presidente veniva rimproverato l’aver tenuto segreta un’audizione davanti alla prima commissione del Csm su Mescolini. L’attuale procuratore reggiano e’ a sua volta a rischio di trasferimento per incompatbilita’ ambientale per un esposto presentato contro di lui da quattro sostituti, in cui non sembrerebbero pero’ rientrare le chat intercettate tra Mescolini e Palamara.