Viabilità, il tram rivoluzionerà anche la sosta a Reggio Emilia

Nella relazione di accompagnamento al progetto si parla di un'estensione dell'area a pagamento e di una Ztl estesa a tutto il centro storico

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REGGIO EMILIA – Il nuovo progetto del tram candidato dalla giunta Vecchi ad un finanziamento del ministero da 282 milioni cambiera’ non solo la viabilita’ a Reggio Emilia, ma anche la sosta. Che nelle aree confinanti con il centro storico cambiera’ nelle tariffe. Si legge a pagina 27 della relazione di accompagnamento al progetto pubblicata dal Comune sull’albo pretorio. Il punto di partenza sono due strategie previste dal Piano urbano della mobilita’ sostenibile per la “riduzione dell’inquinamento atmosferico ed acustico attraverso il contenimento della domanda di mobilita’ basata sull’auto privata”.

Si tratta nello specifico del cosiddetto “Ecoesagono” ossia una ztl estesa a tutto il centro storico e della creazione della “Citta’30”, area ampia comprendente il centro storico e la prima cintura subcentrale. In coerenza con questi interventi il progetto del tram prevede “un’ulteriore misura che consiste nella rimodulazione della tariffazione sulla sosta nel Comune di Reggio Emilia”. Precisamente, si legge ancora nelle carte, “la misura estende all’intera area della ‘citta’ 30′ il medesimo piano tariffario previsto attualmente per le zone contermini all’ecoesagono”.

Nel frattempo da piu’ parti vengono sollevati interrogativi relativi al tracciato su ferro che colleghera’ da sud a nord la citta’, da Rivalta a Mancasale, passando per il centro storico. Cinzia Rubertelli, capogruppo di Alleanza civica in sala del Tricolore, richiede per prima cosa “la massima chiarezza riguardo la sostenibilita’ economica del progetto in relazione ai risultati attesi, cosa che ad oggi non e’ chiara”. Cosi’ “come dovrebbe essere chiaro quale sara’ il punto di attraversamento del Crostolo, poiche’ la sola idea di utilizzare il settecentesco ponte di San Pellegrino fa accapponare la pelle”, aggiunge la civica.

tranvia

“Non si capisce come una struttura vincolata che e’ stata pensata per le carrozze e subisce gia’ oggi un forte stress strutturale a causa del traffico veicolare, potra’ sopportare il passaggio continuo dei tram”. Gia’ qualche anno fa, quando venne sostituita la pavimentazione, “emerse dagli uffici tecnici il problema delle vibrazioni cui e’ sottoposta la struttura del ponte” conclude Rubertelli, che chiede quali siano le soluzioni previste e se la Sprintendenza ne sia al corrente.

Francesco Fantuzzi (Reggio citta’ aperta) domanda invece come si concili il tram con il prossimo investimento nei 190 autobus a metano alimentati con il carburante prodotto da Iren nel mega impianto di Gavassa e dove, nella zona del Crostolo, sara’ collocata la “sede propria” del tram. Infine, poiche’ il percorso del tram interessa anche viale Umberto, interessato da un primo progetto di riqualificazione (quello del progetto Estense, ndr), Fantuzzi chiede “che senso ha intervenire due volte sul viale nel giro di pochi anni” (Fonte Dire).

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