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Tram in città, Reggio Emilia ci crede e cerca risorse foto

La giunta ha completato lo studio di fattibilita' candidando ora il progetto preliminare ad un bando del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che scade giovedi', per un finanziamento di 282,3 milioni

REGGIO EMILIA – Per Reggio Emilia “T1” non e’ solo una sigla, ma la promessa di un radicale e permanente cambio di passo sulla mobilita’. Indica infatti la prima linea della tranvia cittadina, annunciata a inizio mandato dal sindaco Luca Vecchi, di cui la giunta comunale ha completato lo studio di fattibilita’. Candidando ora il progetto preliminare ad un bando del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che scade giovedi’, per un finanziamento “monstre” di 282,3 milioni, complessivo di opera e nuovo parco rotabile.

Il futuro mezzo di trasporto pubblico si snoderebbe su un tracciato di 14 chilometri e mezzo collegando da sud a nord – passando per il centro storico – le zone residenziali meridionali intorno a Rivalta con i distretti produttivi e della grande mobilita’ (Mediopadana e autostrada) dell’area nord di Mancasale. Un percorso costellato da una trentina di fermate su cui i convogli che manderanno in soffitta i vecchi autobus saranno 16, lungo ciascuno circa 27 metri e con capienza di 200 persone ognuno. Le navette circoleranno dalle 5.20 di mattina a mezzanotte con corse ogni 15 minuti e si stimano nel periodo di avvio 22.000 passeggeri giornalieri fino ad arrivare, a nuovo piano della mobilita’ sostenibile operativo, a 6,5 milioni di passeggeri l’anno, di cui 1,4 milioni sottratti al trasporto privato.

Secondo le analisi del Comune il trasporto pubblico locale, che oggi intercetta l’11% degli spostamenti urbani, passerebbe al 18% con l’introduzione della tranvia, che sarebbe utilizzata dal 25% della popolazione reggiana. Le tariffe del tram saranno identiche a quelle dell’attuale sistema di trasporto pubblico ma la tramvia dovrebbe autofinanziarsi con l’aumento dei passeggeri e i minori costi rispetto agli autobus.
Nel progetto si prevedono infine due nuovi parcheggi scambiatori a sud di Rivalta da 117 posti auto ciascuno (per raccogliere le provenienze dalla montagna e dalla Val d’Enza) e un parcheggio scambiatore a nord di Mancasale (per raccogliere le provenienze dalla Bassa reggiana).

L’esito del bando ministeriale dovrebbe essere comunicato entro la prossima primavera e, se Reggio otterra’ il finanziamento, richiesto le opere potrebbero partire nel 2022 per concludersi quattro anni piu’ tardi. Il sindaco Luca Vecchi ci crede e, dopo aver evidenziato che il progetto “e’ un atto di serieta’ rispetto agli impegni che ci eravamo presi in campagna elettorale”, chiarisce che non demordera’. “Se anche non dovessimo ottenere il finanziamento- dice il primo cittadino- un minuto dopo torneremo a lavorare e ad insistere su questo progetto ripresentandolo l’anno successivo, perche’ ci crediamo ed ha l’ambizione di portare una innovazione epocale nel funzionamento strutturale della citta’”.

La creazione di una tranvia “rappresenta il primo passo per rinnovare il sistema del trasporto pubblico locale e ripensare le infrastrutture esistenti come parte di una rete, basata su un concetto nuovo di mobilita’”, aggiunge l’assessore alla Mobilita’ Carlotta Bonvicini. “Se questo progetto verra’ avallato ci dara’ anche l’occasione per iniziare una vera opera di rilancio e riconversione delle ferrovie locali, in una logica di interconnessione e interscambio”. Il Covid, conclude l’assessore, “ha messo in evidenza l’importanza di un trasporto pubblico funzionale ed efficiente, non soltanto rispetto al sistema scolastico, ma per la quotidianita’ di tutti gli utenti. Una scelta ecologica e sostenibile e, in un’ultima istanza, una reale alternativa concreta ai mezzi privati, che merita visione e coraggio e su cui e’ ora aperto il confronto con la citta’”.