Quantcast

Le rubriche di Reggiosera.it - Interventi

Scuola in presenza, un genitore scrive al sindaco

Lettera al primo cittadino del signor Luca Belletti: "Mi appello a lei perché si faccia promotore in Regione di tutte le proposte che hanno come obiettivo quello di riportare gli alunni ad una frequenza in classe"

REGGIO EMILIAIl signor Luca Belletti, genitore di un ragazzo di 16 anni, scrive al sindaco perché si faccia promotore, in Regione, di una proposta per fare tornare gli alunni delle superiori in classe.

Buonasera signor sindaco, sono un suo concittadino classe ‘72 e, come lei, genitore di un ragazzo del 2004. Il problema della chiusura delle scuole superiori mi assilla ed ho deciso di rivolgermi a lei per chiedere aiuto in rappresentanza di tante persone che non condividono la scelta fatta che lascia ai ragazzi solo la Dad.

Troppo poco. Il sacrificio che chiediamo a questa generazione 2002-2006 è troppo alto. Questi adolescenti hanno saputo rinunciare a tutto senza proteste: lo sport, le feste, le discoteche, la socialità, la mobilità. Non possiamo continuare a chiedergli di rinunciare anche alla scuola. Per loro la scuola è il futuro.

Al 100% delle persone è evidente che la scuola seguita su un video perde gran parte della sua capacità formativa. La lontananza dai banchi crea lacune nelle conoscenze, infonde disagio e paura nei giovani ma soprattutto amplifica il divario sociale.

Mai come durante la pandemia questo divario si sta ampliando, la scuola è il migliore strumento per contrastarlo. Il distanziamento è il metodo più efficace per la lotta al Covid. La chiusura delle scuole è invece il modo più sbagliato che la nostra società ha per affrontare l’emergenza.

Una regione ricca e generosa come l’Emilia-Romagna possiede e propone mille altre idee, forze, protocolli, risorse, competenze per lottare contro il contagio. Mi appello a lei perché si faccia promotore in Regione di tutte le proposte che hanno come obiettivo quello di riportare gli alunni ad una frequenza in classe.

Luca Belletti