Protezione civile, Reggio sogna la superbase dei soccorsi foto

Alle ex Reggiane di fianco alla futura sede dei vigili del fuoco:

REGGIO EMILIA – Una sorta di cittadella internazionale del soccorso pubblico composta da un’avvenieristico centro di formazione e addestramento del personale d’intervento in caso di calamita’ naturali (battezzato “Fire”), la base permanente della “Protezione civile europea” per cui l’Ue sta cercando candidati tra gli Stati membri e la nuova “casa” dei Vigili del fuoco reggiani. Il tutto su circa 170.000 metri quadrati nei capannoni dell’area ex Reggiane, dove sarebbero insediati stabilmente circa 200 addetti.

Sono i tratti fondamentali del progetto illustrato questa sera in Prefettura a Reggio Emilia, messo a punto con uno studio di prefattibilita’ dal consorzio “Sinergie” insieme allo studio di ingegneria reggiano Finelli e Teneggi, e presentato agli enti locali, ai vertici nazionali del dipartimento dei Vigili del fuoco e alla Regione, presente con l’assessore Alessio Mammi e la direttrice della Protezione civile Rita Nicolini. Dopo tre anni dalle prime suggestioni (relative solo al trasloco dei vigili del fuoco provinciali) esce quindi dal cassetto un’idea che a febbraio del 2019 ha fatto il giro anche della Camera – tramite la parlamentare reggiana del M5s Maria Edera Spadoni – e di Bruxelles, dove secondo i promotori diverse aziende ed enti di ricerca del settore avrebbero manifestato interesse.

Lo scoglio da superare e’ pero’ ad oggi quello dei finanziamenti necessari, 170 milioni, che si pensa di reperire con partenariati pubblico privati ed eventuali risorse statali del Mes. Una partita che lo stesso sindaco di Reggio Luca Vecchi riconosce fuori dalla portata delle azioni locali quando auspica la sollecitazione “del massimo organo competente, cioe’ il Governo, per reperire la copertura finanziaria”.

In dettaglio il centro “Fire”, una sorta di “Universita’” della protezione civile, sarebbe collocato nei Capannoni 9 e 10 delle Reggiane, con auditorium, aule, laboratori di realta’ virtuale, centri di elbaorazione dati e spazi esterni dove simulare fisicamente le situazioni piu’ estreme che i soccoritori potrebbero dover fronteggiare.

“Sperimentando qui anche nuove strumentazioni o procedure, con l’ambizione massima di creare normativa la’ dove non esistono protocolli specifici”. Gli inquilini dei capannoni 1, 22, 25, sarebbero invece i Vigili del fuoco reggiani, che da tempo chiedono spazi piu’ adeguati e di spostarsi dal comando di via della Canalina. Infine, nei capannoni 22 e 26 troverebbero posto la base della Protezione civile europea “RescEU” e il campus per gli allievi e altre strutture ausiliarie.

Il piano, viene sottolineato, “non consuma un solo metro quadrato in piu’ di suolo e risana un’area della citta’, fragile dal punti di vista della legalita’”. Il progetto, dice il prefetto di Reggio Iolanda Rolli, “attira e non puo’ che suscitare interesse”, mentre Giorgio Zanni, presidente della Provincia si impegna a lavorare “per piani che non si traducono in chimere, ma in concretezza”. Dal Comune di Reggio la garanzia di “inziare a lavorare fin da domani” vale invece solo per la realizzazione del nuovo comando dei vigili del fuoco.