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Michele Bravi: “La mia vita tra il buio e la musica”

Da oggi è disponibile su tutte le piattaforme digitali e in formato cd “La geografia del buio”

REGGIO EMILIA – Da oggi è disponibile su tutte le piattaforme digitali e in formato cd “La geografia del buio”, il nuovo concept album di Michele Bravi, anticipato dai singoli “La vita breve dei coriandoli” e “Mantieni il bacio”.

“Questo disco nasce dalla solitudine ed è una storia che non giudica il dolore che va invece mostrato, una casa senza luce, un disco d’amore più grande”, ha sottolineato.

Michele Bravi torna con un progetto musicale profondamente diverso da tutta la produzione precedente.

“Tutto il disco ruota sulla mia voce e sul pianoforte e parla d’amore, una promessa mantenuta e da raccontare a quante più persone possibile”, ha osservato.

“La geografia del buio” arriva a distanza di quattro anni da “Anime di carta”, l’album certificato disco d’oro che conteneva il singolo doppio platino “Il diario degli errori”.

““La geografia del buio” è un racconto attraverso la ferita del mondo – ha affermato – Una perdita di aderenza dal reale e il tuffo in un’oscurità che racchiude in sé la violenza della vita e riscopre l’unica salvezza nell’amore, un amore che non combatte il male ma che aiuta a disegnarne la geografia”.

L’estetica del disco si sviluppa in una sequenza di immagini oniriche e surreali che Michele Bravi racconta attraverso le parole e la musica.

“Orientarsi nel buio significa stabilire le coordinate di un luogo oscuro, conoscerne gli spazi, abitarlo, arredarlo – ha confidato – Avere le parole per dire il caos non salva da niente ma almeno disegna il labirinto”.

Questo concept album è caricato di grande drammaticità, la realtà dell’artista si palesa sotto forma di rappresentazione teatrale, dove la separazione tra spettatori e attori è un limite invalicabile.

“L’album è il racconto bendato attraverso quel labirinto di ombre e racconta, tra momenti di silenzio e il suono legnoso di un pianoforte verticale, un messaggio tanto semplice quanto potente: il buio, come il dolore, è solo una condizione e non esiste un senso o un significato”, ha sostenuto.

Si susseguono suggestioni evocative che rimandano ad un presente stravolto e ad un profondo dolore che avvolge, immerge e nasconde ogni cosa come una profonda coltre di nebbia.

“L’unica direzione che si può dare alla propria sofferenza è quella della condivisione affinché suggerisca ad un altro dolore, quasi conducendolo per mano, qual’è la strada da percorrere nell’ombra”, ha apostrofato.

Michele Bravi è rimasto coinvolto nel 2018 in un incidente a Milano alla guida di un’auto quando si è scontrato con una moto guidata da una motociclista che, dopo essere stata portata in ospedale, è morta.

“Quella persona a cui il disco è dedicato è ormai dall’altra parte del mondo e non è più una presenza della mia quotidianità – ha confessato – Ho avuto la fortuna di averla per capire come trovare la mia geografia nel buio. Credevo che la mia storia fosse tanto particolare e difficilmente comprensibile. La terapia mi ha salvato e non la musica”.

La copertina del disco è un racconto di storie.

“Tutto ciò che vi si vede è stato recuperato in un capannone – ha rivelato – Sono oggetti che sono stati abbandonati con la loro storia, come una coperta, un capellino”.

Anche Michele Bravi sta soffrendo in questo periodo di pandemia.

“Il momento è complicato e complesso, con tante incertezze – ha ammesso – Questo disco prova a suggerire come questo male va affrontato: siamo in un clima tanto incerto ma possiamo essere più umani a vivere questo momento. Probabilmente il disco oggi ha colori diversi rispetto a un anno fa quando era previsto, ed esce in un periodo così incerto, e parla di come convivere con l’imprevisto”.

Per il momento niente tour per il cantante.

“Era previsto un percorso dal vivo già un anno fa – ha concluso – L’idea di poterlo raccontare anche con questo disco spero di poterlo fare appena ci sarà la possibilità”.

L’album contiene dieci tracce: oltre ai singoli “La vita breve dei coriandoli” e “Mantieni il bacio” c’è anche un brano completamente strumentale, eseguito al pianoforte dallo stesso Michele, che segna la chiusura del percorso attraverso “La geografia del buio” in cui l’ascoltatore ha imparato ad orientarsi.