Liti in famiglia e allarmi in tilt per i botti

Diverse le chiamate ai carabinieri, ma nessuna per ferimento di persone dai fuochi di artificio

REGGIO EMILIA – Il lockdown non “ammutolisce” il 112 che dopo lo scoccare della mezzanotte ha visto diverse chiamate giungere alla centrale operativa del comando provinciale carabinieri di Reggio Emilia. Gli uomini del colonnello Cristiano Desideri, in servizio alla centrale operativa, questa notte hanno avuto giusto il tempo di fare un piccolo brindisi che immediatamente dopo la mezzanotte i centralini sono subito divenuti “incandescenti”: allarmi di esercizi pubblici e aziende collegate alla centrale che si attivavano improvvisamente. La colpa di questi allarmi (falsi) era dovuta proprio ai botti di capodanno.

Un inizio anno avviatosi con chiamate pervenute al 112 dei carabinieri del comando Provinciale di Reggio Emilia anche per liti tra vicini di casa (chiamate per rumori in conseguenza ai festeggiamenti del Capodanno che disturbavano chi voleva riposare) e tra familiari all’interno delle mura domestiche. In alcuni casi l’escandescenza tra le persone coinvolte è stata ricondotta all’uso smodato di bevande alcoliche. Chiamate sono giunte anche da alcuni cittadini che hanno chiamato lamentandosi per l’esplosione dei fuochi d’artificio.

Telefonate sono giunte anche da parte di chi ha voluto fare semplicemente gli auguri ai Carabinieri reggiani ringraziandoli per il lavoro quotidianamente svolto. Negli ospedali della provincia, secondo quanto accertato dai carabinieri, non hanno ricorso alle cure mediche persone ferite dallo scoppio di petarsi in occasione dei festeggiamenti del Capodanno.