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Italia Viva: “Il Pd reggiano non dimentica, neanche noi”

Iv: "Chiediamo che ci sia una visione sul futuro del paese e non un semplice tirare a campare e che questa visione sia condivisa negli organismi istituzionali"

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REGGIO EMILIAIl poeta Roberto Bolano diceva che abbiamo l’obbligo morale di essere responsabili delle nostre azioni, delle nostre parole e persino dei nostri silenzi. Da quello che leggiamo sui quotidiani locali e sui social, ci chiediamo se il PD reggiano, che fino a poco tempo fa vantava una maggioranza che si definiva “riformista”, utilizzando lo stesso linguaggio arrogante del Movimento 5 Stelle possa ancora definirsi una formazione politica autonoma, responsabile delle proprie dichiarazioni e non supina a tristi e vecchie logiche di potere.

La neo eletta segretaria provinciale ha utilizzato parole sprezzanti nei confronti di Matteo Renzi, accusando Italia Viva di “bucare lo schermo con minacce e ricatti”. Italia Viva ha ritirato la sua delegazione per una serie di motivi particolarmente gravi, che incidono sia sulla gestione dell’emergenza sanitaria in corso, che sul futuro del paese post pandemia.

ll ritiro della delegazione dal governo non è “irresponsabile”, è indispensabile per mettere a nudo le carenze e la mancanza di strategia del governo. Leggere poi che le modifiche al Recovery Plan, positive anche se insufficienti, sono merito del PD quando in realtà non avrebbe mosso un dito e approvato una semplice bozza, risulta triste perché palesemente falso.

Gigliola Venturini poi si produce in un elenco di fatti che il partito democratico non dimenticherà. Anche noi non dimentichiamo che non abbiamo sfiduciato il ministro Bonafede dietro la promessa, del premier Conte e del PD, di mettere immediatamente mano alla riforma dei tempi del processo penale.

Non dimentichiamo che è anche per l’incapacità di una ministra del PD se i cantieri promessi per il rilancio del paese non hanno visto nemmeno la nomina dei commissari per attuarli. Non dimentichiamo che il Partito Democratico da mesi si vanta di essere un sostenitore del Mes, come richiesto da tanti amministratori locali e dallo stesso presidente della nostra regione, ma ha lasciato Italia Viva ad affrontare da sola questa battaglia.

E non dimentichiamo la speranza e l’augurio da parte della segretaria provinciale di un’alleanza territoriale, una interlocuzione costruttiva con basi solide con il movimento che ha montato tutta la violenta campagna mediatica diffamatoria sul cosiddetto Partito di Bibbiano e sui cattivi amministratori che, con le mani sporche di sangue, vendevano i bambini.

Certo, potevamo aspettarcelo da un partito che ha ritirato tutte le querele verso i peggiori calunniatori solo per compiacere il nuovo alleato, da un partito che, come ha confessato un suo esponente, non disdegna censure e minacce interne a chi non è allineato o che utilizza toni ed espressioni degni del centralismo democratico del vecchio PCI, come negli ultimi comunicati locali o sulle pagine social.

Potevamo aspettarcelo ma siamo comunque dispiaciuti. Noi restiamo, contrariamente a tanti che si definivano tali fino a pochi mesi fa, fedeli ai nostri principi liberali e riformisti.

Continuiamo a chiedere che la pandemia sia affrontata con serietà e competenza, che siano messe in campo tutte le risorse per aiutare il paese a rinascere, che non ci siano cittadini di serie A, garantiti di fronte alle chiusure, e cittadini di serie B, non garantiti, non aiutati, presi in giro con “ristori” inadeguati e spesso anche dileggiati da sostenitori del governo

Chiediamo che ci sia una visione sul futuro del paese e non un semplice tirare a campare e che questa visione sia condivisa negli organismi istituzionali, concordata nelle aule parlamentari, discussa con il resto d’Europa, e non inventata nel cuore della notte da chi voleva mettere in stato d’accusa il Presidente della Repubblica, ha abbracciato i gilet gialli che mettevano a ferro e fuoco le città francesi, voleva distruggere la democrazia parlamentare ed aprire il parlamento come una scatoletta di tonno.

La stessa scatoletta dove poi si sono perfettamente accomodati e dove avrebbero trovato i cosiddetti “costruttori europei”, i responsabili 2.0 di antica memoria, un tempo condannati ora osannati.

Italia Viva Reggio Emilia

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