Iren, la città metropolitana di Torino entra nel patto di sindacato

Acquisterà un 1% delle azioni della multiutility per un controvalore di circa 28 milioni di euro

REGGIO EMILIA – La città metropolitana di Torino acquisterà circa un 1% delle azioni della multiutility per un controvalore di circa 28 milioni di euro e, contestualmente, entreranno nel patto di sindacato della multiutility.

Scrivono Luca Vecchi, Chiara Appendino e Marco Bucci, rispettivamente sindaci di Reggio Emilia, Genova e Torino: “Il Patto di sindacato ha valutato tale disponibilità come una nuova opportunità di crescita del gruppo e di rafforzamento del capitale pubblico e del controllo pubblico. I membri del Patto hanno pertanto deliberato all’unanimità la disponibilità ad accogliere la Città Metropolitana di Torino all’interno del Patto di sindacato”.

I tre Comuni del Patto di Sindacato hanno comunque stabilito che l’ingresso nel patto non comporta la modifica dei patti, nessun cambiamento interesserà la governance, i criteri di nomina del consiglio di amministrazione e soprattutto viene ribadito il principio paritetico di governo del gruppo tra i tre territori che ha storicamente costituito il principio ispiratore e regolatore alla base della crescita di Iren.

Continuano i sindaci: “Dopo anni di graduale e progressivo indebolimento della presenza pubblica nel gruppo, diluitasi senza tuttavia mai perdere il controllo maggioritario, i risultati positivi conseguiti negli anni recenti hanno condotto Iren a migliorare i parametri economici, finanziari e patrimoniali, a crescere il valore della capitalizzazione e ad incrementare gli investimenti all’interno programmati nel piano industriale”.

Altri comuni come Castelnuovo Monti hanno recentemente portato a compimento il percorso di rientro nel patto di sindacato. Ulteriori comuni, anche in ambito emiliano, stanno valutando analoghe decisione da assumere nei prossimi mesi. Con la recente acquisizione di Unieco Ambiente Iren ha allargato le proprie attività sviluppando nuovi rapporti con diversi comuni della Toscana.

I sindaci salutano pertanto “con favore questo passaggio, che rappresenta un altro momento di forte coesione fra i soci pubblici”.