Gli ecologisti scrivono al Papa: “La curia reggiana cementifica”

Sabato, dalle 11 alle 13, Extinction Rebellion in presidio in piazza Prampolini davanti al palazzo vescovile. Parteciperanno anche Rec e Reggio città aperta

REGGIO EMILIA – Il gruppo locale di Reggio Emilia di Extinction Rebellion dalle 11 alle 13 di sabato sara’ in presidio, se le limitazioni anti-Covid lo consentiranno, “davanti al Palazzo vescovile in piazza Prampolini per protestare contro la cementificazione di 15 ettari di terreno, di cui piu’ di un terzo di proprieta’ della Curia”, e per inviare al papa una lettera in cui spiegargli cosa sta accadendo e invitarlo a ‘richiamare all’ordine’ la Curia reggiana. L’iniziativa, si legge in una nota, e’ stata decisa perche’ “a nulla sono serviti appelli, denunce, lettere e richiami ai recentissimi e vuoti impegni dell’amministrazione comunale sul ‘consumo zero’ di suolo”.

Infatti, attaccano da Extinction Rebellion, anche se “sopravviviamo (chi ci riesce) all’aria piu’ inquinata d’Europa, abbiamo edifici e palazzine abbandonati o mai abitati, ma tutto deve continuare come se niente fosse, auto, parcheggi, cemento, supermercati e case, e la Curia reggiana, in questo business, ci sguazza”. Tuttavia, dal movimento precisano che “non sara’ un presidio contro la Chiesa e i credenti”, ma semplicemente un’occasione per “esporre striscioni, poster e articoli di stampa e per cercare di informare quante piu’ persone possibile sull’insostenibilita’ dell’ennesima, folle, speculazione edilizia”.

Infatti, tra i testi che verranno letti in piazza ce ne saranno anche alcuni “presi dagli scritti di papa Francesco”. E proprio al pontefice sara’ indirizzata “una lettera che intendiamo inviargli al termine del presidio e in cui vogliamo raccontargli cosa succede a Reggio Emilia e chiedergli di richiamare al rispetto della ‘Economy of Francesco’ chi invece, tra gli alti esponenti della sua Chiesa, persegue il liberismo piu’ sfrenato”.

Anche Reggio città aperta parteciperà al presidio organizzato da #ExctinctionRebellion. Scrive Francesco Fantuzzi: “Occorre al più presto conoscere la verità sui pesantissimi residui derivanti dai piani urbanistici precedenti e l’apertura di tavolo di confronto con i proprietari dell’area per la revisione del progetto. Non si può sbandirerare l’azzeramento del consumo di suolo e rivelare, goccia dopo goccia, la tragica realtà: il cemento non arretra. Oltre a quasi 100 nuovi appartamenti nella città con quasi 10.000 case vuote (e tante persone che non hanno un tetto ove riparare), un altro parcheggio scambiatore in quell’area non ha alcun senso: porta soltanto nuove auto e consumo di suolo. Inutile poi pronunciarci sull’ennesimo supermercato, dopo la triste vicenda di Via Luxemburg. Come indica la clessidra vuota, simbolo di Extinction Rebellion, il tempo è scaduto: la pandemia climatica richiede coraggio e coerenza, non cemento e propaganda”.

Al presidio parteciperà anche Reggio Emilia in Comune che aggiunge: “La presenza in piazza Prampolini permetterà anche di rivolgerci nuovamente all’amministrazione e all’assessore Pratissoli che si schiera dietro diritti acquisiti da tempo, per chiedere di farsi promotore dell’apertura di un tavolo di confronto con i proprietari dell’area per la revisione del progetto in base alle prospettive del nuovo PUG. Se è vero infatti che una recessione unilaterale della convenzione da parte del comune di Reggio Emilia non sarebbe legalmente valida, è altrettanto vero che per l’opera di urbanizzazione prevista buona parte del terreno verrà ceduto gratuitamente al comune stesso per la costruzione di un nuovo parcheggio scambiatore, ragione per cui riteniamo l’attuale amministrazione più parte del problema che della soluzione, soprattutto in previsione del nuovo PUMS prevista per il prossimo marzo. Come indica la clessidra vuota, simbolo di Extinction Rebellion, il tempo è scaduto e non è più tempo di barattare il cemento di 15 edifici con l’asfalto di un parcheggio scambiatore da 160 posti auto”.