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Europa Verde: “Tangenziale di Fogliano, la cocciutaggine della Provincia”

Gli ambientalisti: "Il Comune tuteli l'area protetta optando per la scelta di un diverso tracciato tra quelli già da tempo individuati come alternativi"

REGGIO EMILIASeneca, il celebre filosofo vissuto nella Roma imperiale, era solito apostrofare chi non traeva insegnamenti dalle proprie esperienze negative, con la celebre frase: “Errare humanum est, perseverare autem diabolicum”!

L’antica espressione latina si può adattare perfettamente al recente comportamento della Provincia che, nelle scorse settimane, ha deciso di inviare alla Regione gli elaborati progettuali della variante stradale all’abitato di Fogliano, nonostante, da tempo, fosse a conoscenza della presenza di un’area sottoposta a vincolo ambientale, nonché delle reiterate sollecitazioni, giunte da più parti, perché si valutino alternative al corridoio prescelto; valutazioni peraltro condivise dal mondo ambientalista reggiano, unito nel rimarcare l’importanza del sito e della necessità di non intaccare l’area protetta, compatto nella richiesta di considerare altre ipotesi di tracciato.

Come noto, la nuova strada dovrebbe configurarsi come variante all’attuale ex SS 467, asse di collegamento tra la zona delle ceramiche e la viabilità cittadina. Un’opera attesa da anni, la cui definizione di tracciato ha visto le principali associazioni ambientaliste fortemente critiche nei confronti degli Enti territoriali, perché il corridoio stradale di progetto, produrrebbe un grave e insanabile danno alla principale area naturalistica protetta del territorio cittadino. Infatti la strada, per un ampio tratto, entra pesantemente in aree delicatissime, sottoposte a vincolo, tranciando irrimediabilmente in due la zona speciale di conservazione dei Fontanili del Torrente Ariolo e Rodano, un areale che l’Unione Europea ha inserito tra gli habitat da preservare, per le particolari e singolari caratteristiche ambientali e paesistiche.

Appare incomprensibile ai più, la cocciutaggine della Provincia, che non pare curarsi del valore ambientale del territorio in oggetto, decidendo di attraversarlo con una nuova e distruttiva opera infrastrutturale. Si tratterebbe di un vulnus irreparabile ad un cuneo verde di gran pregio, situato alle porte della città, che da sempre assolve una fondamentale funzione ambientale e mitigatoria nei confronti dell’urbanizzato e che, oltretutto, rappresenta l’unico Sito di importanza comunitaria (Sic) del comune capoluogo. Sarebbe un’area che, al contrario, andrebbe preservata, tutelata, protetta e valorizzata nell’interesse di tutta la collettività!

Il sito di interesse comunitario, lo ricordiamo, comprende le aree situate a ridosso delle fasce fluviali dei torrenti Lodola e Rodano e un’ampia area vocata alla ricarica delle risorgive di pianura, che la Unione Europea ha giudicato meritevole di tutela, tanto da inserirla nella Rete Natura 2000, un network europeo che mette in relazione le più importanti emergenze ambientali che gli stati membri hanno ritenuto di segnalare, come siti meritevoli di particolare salvaguardia.

E’ di tutta evidenza che, in questo frangente, siamo di fronte ad una politica del territorio schizofrenica: da un lato ci si proclama attenti alla tutela dell’ambiente, programmando impegnative e gravose piantumazioni di aree verdi, dall’altro nulla si dice della scandalosa contraddizione, rappresentata da un progetto stradale che devasta l’unica area protetta della città.

A questa evidente incoerenza, il Comune di Reggio, nel territorio del quale si dovrà realizzare il progetto, deve porre rimedio in modo esplicito e con azioni chiare, tutelando l’area protetta, optando per la scelta di un diverso tracciato tra quelli già da tempo individuati come alternativi. Pertanto ci aspettiamo che l’Amministrazione comunale operi di conseguenza, nel pieno rispetto delle leggi e degli enunciati programmatici di mandato.

Europa Verde