Quantcast

Casalgrande, sindaco propone protocollo per riaprire bar e ristoranti

Daviddi a Conte: "Contro assembramenti verifiche con volontariato"

CASALGRANDE (Reggio Emilia) – Una proposta “operativa” per consentire la riapertura di bar e ristoranti, messi in ginocchio da mesi di chiusure e limitazioni varate per arginare il covid. Arriva da Casalgrande dove il sindaco Giuseppe Daviddi si e’ inventato un protocollo, condiviso con le locali associazioni del commercio (Cna, Confesercenti e Confcommercio), ritenuto un valido punto di incontro tra prevenzione e diritto alla libera attivita’ economica, “atto piu’ che mai urgente atto a consentire la sopravvivenza del tessuto locale imprenditoriale di questo settore allo stremo”.

Il punto centrale del documento riguarda la necessita’ di “assicurare una efficace attivita’ di controllo nei bar e i ristoranti del territorio, contribuendo ad evitare il formarsi degli assembramenti”, neutralizzando i quali, spiega Daviddi, “riteniamo che l’attivita’ degli esercizi pubblici possa essere svolta in sicurezza all’interno dei locali almeno fino alle 18, per poi concludersi con l’asporto”.

Il Comune e’ pronto a farsi parte attiva nell’attuazione del protocollo perche’, nello specifico, “l’apertura potra’ avvenire solo sotto una attivita’ di controllo svolta a intervalli regolari da Forze dell’ordine e dai volontari delle associazioni che da sempre coadiuvano la nostra azione amministrativa”, a vigilare sul fatto che anche fuori dai locali il distanziamento sia rispettato.

Il provvedimento, secondo Daviddi, aiutrebbe cosi’ non solo bar e ristoranti, ma anche “artigiani, autotrasportatori, agenti di commercio che sono fortemente penalizzati da queste chiusure, non avendo a disposizione alcun punto di appoggio dove trovare ristoro”. Il sindaco ne e’ convinto: “E’ possibile riaprire se al rispetto rigoroso dei protocolli anti-covid si unisce una continua attivita’ di controllo, in accordo con gli imprenditori del settore. Su questa base abbiamo deciso di portare avanti questa proposta progettuale che permetta di salvare il patrimonio di relazioni economiche ed umane rappresentato dal tessuto commerciale locale e chiediamo la revisione delle regole imposte ai pubblici esercizi con gli ultimi Dpcm, per garantire un’apertura anche in forma limitata, rispettosa della salvaguardia della salute e delle necessita’ degli imprenditori e dei lavoratori del settore”.

Insomma, conclude Daviddi, “non possiamo accettare che la crisi di un intero settore venga annoverata semplicemente tra i tanti danni collaterali di questa pandemia”. La proposta – che sui social ha riscosso l’apprezzamento di diversi cittadini – e’ stata inoltrata al presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, a quello della Regione Stefano Bonaccini, a Provincia, Prefetto e Questore di Reggio, e al presidente dell’Anci dell’Emilia-Romagna Andra Gnassi. Quello di Casalgrande e’ il secondo sindaco della regione (dopo Patrizia Barbieri di Piacenza) a scrivere a Conte per perorare la causa dei pubblici esercizi, invocando un allentamento delle restrizioni cui sono sottoposti.