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Bollette Iren, Fantuzzi: “Permane una preoccupante mancanza di chiarezza”

Reggio Città Aperta: "Le bollette non si riferiscono affatto all'ultimo bimestre ma effettuano un ricalcolo dei consumi precedenti, una sorta di conguaglio, passando dalla fatturazione a rata costante verso quella a consumo effettivo"

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REGGIO EMILIAIntanto, permane una preoccupante scarsa chiarezza delle ultime fatture e dei periodi cui si riferiscono i consumi, come conferma anche Federconsumatori Reggio Emilia. Le bollette non si riferiscono affatto all’ultimo bimestre ma effettuano un ricalcolo dei consumi precedenti, una sorta di conguaglio, passando dalla fatturazione a rata costante verso quella a consumo effettivo.

Un primo aspetto, non chiarito dall’azienda, è pertanto la verifica che i consumi rilevati siano corretti. Se, come pare, in molti casi sono stimati e non effettivi, il cliente ha un problema essendo probabile che la previsione sia superiore a quanto effettivamente consumato. Affermare pertanto, come fa l’azienda, che si tratti semplicemente di un nuovo metodo legato ai consumi effettivi stagionali non trova, per ora, la necessaria conferma nei fatti.

La seconda questione è, e lo affermo con rammarico, è l’insufficiente trasparenza di Iren, non solo in bolletta. Riportare nella lettera di accompagnamento l’indicazione “Informativa Arera: fine tutela di prezzo dell’Autorità”, senza indicare la scadenza non è infatti corretto, in quanto il mercato tutelato durerà fino alla fine del 2021; sarebbe stato il caso di precisare che ora non è necessario fare nulla.

Fornire poi servizi di assistenza a dir poco carenti, come i call center che non rispondono e gli uffici dell’Isolato San Rocco che lasciano fuori al freddo persone anziane per ore (come riportato da un quotidiano) non è, con un garbato eufemismo, affatto rassicurante.

Tutto spiegato e spiegabile, dunque, col cambio di fatturazione? Tutto a posto con la possibilità concessa da Iren di rateizzare i pagamenti? Purtroppo, temo di no. Prima sia chiarito cosa è accaduto, verificati i consumi reali e avviata una seria campagna di informazione a beneficio della cittadinanza.

L’ennesima vicenda che riguarda la gallina dai dividendi d’oro di una politica che, ancora una volta, balbetta e subisce invece di esercitare il proprio fondamentale ruolo di indirizzo pubblico e di tutela dei beni comuni e delle fasce deboli. Proprio come dieci anni fa (allegato dell’8 maggio 2011), a dimostrazione che il problema è tutt’altro che chiarito e che qualcuno aveva visto giusto.

Nemo propheta in bolletta.

Francesco Fantuzzi
Reggio città aperta

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