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Via negata a Norma Cossetto, il caso va in Parlamento

Forza Italia chiede se non siano state violate le leggi sul negazionismo

REGGIO EMILIA – Arriva anche in Parlamento il caso della mancata intitolazione di una via a Norma Cossetto a Reggio Emilia, bloccata dalla commissione Toponomastica del Comune contro la volonta’ del Consiglio comunale che l’aveva approvata. I senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri ed Enrico Aimi, infatti, presentano un’interrogazione al Presidente del Consiglio e al ministro dell’Interno chiedendo di rimuovere i membri nella commissione.

Nel mirino ne finisce in particolare uno, Massimo Storchi, presidente dell’istituto per la storia della Resistenza di Reggio Emilia, secondo cui non ci sarebbero notizie storiche certe e verificate riguardanti le vicissitudini che hanno portato alla cattura e all’uccisione di Cossetto, ma solo fonti verbali provenienti dalla famiglia aderente al fascismo.

L’interrogazione chiede quindi di sapere se queste affermazioni “non abbiano violato le leggi dello Stato che impediscono il negazionismo a 360 gradi” e “se non ricorrano gli estremi per interventi di autorita’ per rimuovere persone che hanno comportamenti cosi’ inauditi”. Per Gasparri e Aimi “siamo a livelli di negazionismo con affermazioni intollerabili e inaccettabili. Assumeremo iniziative anche sul territorio per denunciare questa faziosita’ e vorremmo sapere cosa ne pensano i dirigenti della sinistra italiana, i vari Zingaretti, Renzi, Crimi, perche’ questa decisione non puo’ essere derubricata a decisione amministrativo di carattere locale”.

Bensi’, concludono, “e’ il sintomo di una faziosita’ della sinistra che proprio in quelle zone impedi’ negli anni passati la presentazione dei libri di Giampaolo Pansa che raccontavano la verita’ sulla tragedia delle Foibe, di Norma Cossetto e di tanti momenti della guerra civile italiana”.