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Mercato immobiliare: come puntare sul digitale per ripartire dopo il Covid

REGGIO EMILIA – Gli effetti negativi dell’emergenza sanitaria che ha segnato profondamente i primi mesi di quest’anno sono stati tangibili in ogni settore, incluso quello immobiliare. Il 2020 ha però messo sul tavolo anche delle nuove carte, da sfruttare al meglio soprattutto in ottica di una ripartenza post pandemia: parliamo delle innovazioni tecnologiche portate dal digitale, che rappresentano delle sfide importanti ma anche delle opportunità preziose per chi opera nel mercato immobiliare. In che modo mettere a frutto i nuovi strumenti messi a disposizione dalla tecnologia? Scopriamolo qui di seguito.

Immobiliare in evoluzione: arriva il Proptech
Come è già successo per il settore finanziario con la Fintech, anche l’immobiliare fa un passo avanti in direzione dell’innovazione all’insegna della tecnologia digitale grazie al Proptech. Di cosa si tratta? Si parla nello specifico di un’integrazione della tecnologia nei servizi proposti dalle agenzie, offerti al pubblico quindi in chiave innovativa. Degli esempi pratici sono l’utilizzo della realtà virtuale o aumentata, la blockchain e l’applicazione del sistema dei big data allo scopo di ottimizzare le transazioni di compravendita degli immobili; tali soluzioni si rivelano estremamente efficaci anche per assicurare stabilità al mercato. Inoltre, tramite piattaforme online specializzate come l’Agenzia Dove.it di Modena, ad esempio, è possibile risparmiare sulle provvigioni e velocizzare le diverse fasi della compravendita: questi portali sono infatti preziosi sia per chi vende che per chi acquista un immobile, in quanto assicurano tutti i vantaggi di un’agenzia immobiliare tradizionale ma a costi inferiori e con tempistiche decisamente più allettanti. Anche la personalizzazione dei servizi è nettamente maggiore, comportando dunque un livello di soddisfazione dei clienti sensibilmente più alto.

Digitalizzazione e internazionalizzazione: i punti cardine per il futuro
Le limitazioni dovute al contenimento dei contagi hanno messo a dura prova il settore, in particolar modo per quanto riguarda gli investimenti internazionali. Per questo nei prossimi anni dovranno essere necessariamente applicate delle misure di semplificazione dal punto di vista fiscale e amministrativo, in modo da incoraggiare nuovamente gli investitori esteri. La presenza di capitali stranieri è infatti minore del 15% rispetto allo scorso anno, e nonostante ciò rappresenta comunque il 60% dei volumi di investimento complessivi. La rivoluzione digitale che ha coinvolto il settore va dunque sfruttata quanto prima e nel modo più efficace possibile, così da ripartire in maniera soddisfacente e recuperare il calo inevitabile registrato nel corso del 2020.