La Reggiana perde a Brescia: 3-1

Seconda sconfitta consecutiva per i granata: non basta il capolavoro di Radrezza

Più informazioni su

REGGIO EMILIA – Dopo 21 anni, per essere più precisi dal lontano agosto 1999, torna in scena allo stadio “Mario Rigamonti” la sfida che vede protagoniste Brescia e Reggiana. Una partita maschia, ben otto i cartellini gialli sventolati dal direttore di gara Camplone, dove a risaltare è lo strapotere fisico degli uomini di mister Dionigi. Non basta il capolavoro balistico di Radrezza a risollevare l’animo ferito del tifoso reggiano. Ora sguardo puntato alla prossima sfida con l’Empoli in programma martedì 22 dicembre ore 21.

Primo tempo
Ancor prima del fischio d’inizio uno sguardo all’equipaggiamento tecnico è d’obbligo. La formazione di casa veste la classica casacca bianco-azzurro, dal canto suo la Reggiana si colora, come di consueto, di granata. Tornando a parlare di calcio giocato: neanche il tempo per il supporter residente a Reggio Emilia di accomodarsi sulla propria sedia di casa (le disposizioni ministeriali non consentono ancora l’accesso agli impianti sportivi) che un’onda anomala lo travolge; un’onda generata dal colpo di testa di Torregrossa in grado di spazzare via quattro difensori e l’estremo difensore Cerofolini. I seguaci di mister Alvini risentono del colpo subito in quanto vengono avvolti da quella timidezza volta ad annebbiare ogni idea. Da annotare sul taccuino l’uscita anticipata dal rettangolo di gioco di Rossi per risentimento muscolare. Poi… allo scoccare del trentatreesimo minuto, a risuonare all’interno dell’arena, è il ruggito di Igor Radrezza il quale, dopo essere stato atterrato brutalmente in piena area di rigore avversaria, una volta rialzatosi, con un gioco di gambe da vero fuoriclasse, manda fuori giri l’intera retroguardia nemica per poi sparare un sinistro a fil di palo volto ad annientare Joronen.

Il punteggio ora è di perfetta parità: 1 – 1. Gli ospiti prendono sempre più coraggio e, sugli sviluppi di un calcio piazzato, Ajeti schiaccia la sfera con la capoccia; il numero uno di casa, a mano aperta, protegge i propri pali. Il gioco ora prosegue lungo il binario dell’equilibrio sino a quando, in chiusura di sipario del primo atto, Rozzio atterra Torregrossa al limite dell’area di rigore. Il direttore di gara, senza alcuna esitazione, assegna il calcio di punizione. Della battuta si incarica Jagiello, sfera che sfila tra la barriera granata per poi sbattere contro Kirwan che involontariamente manda fuori giri il proprio portiere. 2 – 1 il risultato che appare sul tabellone luminoso all’intervallo.

Secondo tempo
Al rientro dalla pausa tè la Reggiana prova con tutte le sue forze a trovare la via del pareggio, ma oltrepassare il muro bresciano è impresa assi ardua. Il “puma” Varone più che graffiare, solletica la preda. Entrambi gli allenatori danno il via alla giostra delle sostituzioni. La truppa granata appare in affanno e, a spegnere definitivamente il sogno della rimonta, provvede Ragusa trasformando in oro l’invito al bacio di Sabelli. Una debacle dalla quale bisogna immediatamente risollevarsi in quanto tra tre giorni si riparte alla volta della città di Empoli.

Il tabellino

BRESCIA – A.C. REGGIANA: 3 – 1

Marcatori: 8’ Torregrossa (B), 33’ Radrezza (R), 45’+2’ Jagiello (B), 81’ Ragusa (B).

BRESCIA (5-3-2): Joronen; Martella, Mateju, Mangraviti, Papetti, Sabelli (dal 83’ Verzeni); Jagiello (dal 56’ Bjarnason), Dessena, Bisoli (dal 63’ Ragusa); Spalek (dal 63’ Labojko), Torregrossa (dal 83’ Aye). A disposizione: Andrenacci, Ghezzi, Kotnik, Zmrhal. Allenatore: Davide Dionigi.

A.C. REGGIANA (3-4-1-2): Cerofolini; Ajeti (dal 82’ Voltan), Rozzio, Costa; Libutti, Rossi (dal 27’ Varone), Muratore (dal 82’ Pezzella), Kirwan (dal 67’ Cambiaghi); Radrezza; Zamparo (dal 67’ Marchi), Mazzocchi. A disposizione: Gatti, Germoni, Gyamfi, Martinelli, Venturi, Voltolini, Zampano. Allenatore: Massimiliano Alvini.

Arbitro: Giacomo Camplone sez. di Pescara (Assistenti: Meli, Pagliardini. IV Uomo: Meraviglia).

Note – Ammoniti: Zamparo, Costa, Dessena, Papetti, Sabelli, Jagiello, Muratore, Mateju. Angoli: 0 – 2. Recupero: 3′ pt. – 4’ st.

 

 

Più informazioni su