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La protesta: “Noi, supplenti Covid senza stipendio da settembre”

Solo alla Pertini 2 sono una decina. Le docenti: "Potevamo chiedere il reddito di cittadinana, invece abbiamo fatto una richiesta di supplenza, sperando di prestare la nostra opera a vantaggio della pubblica utilità"

REGGIO EMILIAI supplenti con contratto Covid all’interno degli Istituti scolastici non hanno ancora ricevuto uno stipendio. Nell’istituto scolastico Sandro Pertini 2 arrivano a toccare quasi una decina di lavoratori. Il personale si è dunque mobilitato per raccogliere firme e testimonianze, con l’intento di mandare un messaggio forte e chiaro: gli stipendi dovrebbero arrivare in tempo.

I docenti ed il personale Ata appoggiano la petizione per sollecitare la retribuzione ed evitare che in futuro si ripresentino situazioni simili con tanta facilità. Dalle raccolte emergono 9 lavoratori e lavoratrici senza stipendio e 18 firme a sostegno della suddetta causa.

Le dichiarazioni di alcune insegnanti dell’Istituto Comprensivo Sandro Pertini 2 non sono mancate: “Alcuni di noi, non solo in questo istituto ma probabilmente in molti altri, avrebbero potuto, a fronte delle difficoltà del periodo, fare un’altra scelta: avrebbero potuto mandare una richiesta di reddito di cittadinanza, aspettando un sussidio che, di fatto, risulta essere regolare. Al contrario, nonostante il periodo e il rischio sanitario, abbiamo scelto di fare una richiesta di supplenza, sperando di prestare la nostra opera a vantaggio della pubblica utilità, della formazione e della soddisfazione lavorativa. Alcuni di noi si sono dovuti trasferire, altri hanno dovuto affrontare spese per le quali hanno assoluta necessità di ricevere uno stipendio. Vorremmo ricordare che gli insegnanti e il personale ATA sono persone che mettono a disposizione le proprie competenze e la propria passione, spesso oltre i propri orari, al fine di formare ed educare le future generazioni ad avere gli strumenti per comprendere il mondo, per gestire le difficoltà, per capire quali emozioni sentono e come utilizzarle in relazione a sé e agli altri. Lavorare a scuola, in ogni ordine e grado, ha utilità, ma ha un valore aggiunto per molti di noi e… loro. Attualmente a questo impegno non corrisponde eguale impegno da parte dello stato”.

Dichiara Annamaria Resente, docente presso la scuola primaria Marco Polo di
Reggio Emilia. “Si parla tanto di qualità e di deontologia della professione docente: abbiamo firmato un contratto in cui garantiamo alti livelli di professionalità, mi aspetto che questa venga rispettata con la stessa serietà con cui abbiamo sottoscritto il patto di assunzione. Ogni giorno il Ministero ci invita alla formazione e all’aggiornamento costante, le ultime indicazioni in tema di valutazione ne sono un esempio. In quanto professionista, mi sento maltrattata”.

Dichiara, invece, Giulia Stellati, docente alla scuola primaria Marco Polo di Reggio Emilia: “Una situazione che non dovrebbe essere considerata normale, perché oggi sono i supplenti con contratto Covid, ma ieri erano supplenti di routine alle prime armi. Speriamo in un domani migliore. D’altronde dovrebbe essere questo il mantra di un’istituzione scolastica.

Sara Lucano, Annamaria Resente, Giulia Stellati