Imprese, il metalmeccanico fatica ma attende rimbalzo robusto

Brusco calo dell'export con riflessi pesanti sul lavoro

REGGIO EMILIA – Piu’ ombre che luci, nell’ultima parte dell’anno, per il comparto della metalmeccanica di Reggio Emilia, composto da oltre 400 aziende per un totale di circa 27.000 addetti. Lo rileva l’indagine congiunturale dell’associazione reggiana industriali, secondo cui la fine del lockdown ha determinato una risalita della domanda, senza tuttavia recuperare le perdita dei primi sei mesi del 2020. Il fatturato, che nel secondo trimestre aveva evidenziato su base annua una caduta molto pronunciata, nel terzo trimestre ha registrato una discesa piu’ limitata, in linea con il dato della produzione.

Anche il dato sugli ordini complessivi mostra un rallentamento della velocita’ di caduta, ma le misure di contenimento della diffusione del coronavirus messe in atto nei vari Paesi hanno determinato una ulteriore contrazione della domanda estera, facendo cosi’ venire meno il traino delle esportazioni che da sempre sostengono l’economia provinciale. Tra giugno e settembre la riduzione e’ stata del 15,6%, con una perdita di 760 milioni. I drammatici cali dei livelli di attivita’ hanno poi avuto un pesante riflesso sul lavoro.

Nei primi nove mesi del 2020 le ore di cassa integrazione guadagni ordinaria, straordinaria e in deroga alle sole imprese metalmeccaniche sono state pari a 18 volte quelle dello stesso periodo del 2019. Un aumento di oltre il 1.700%, che e’ piu’ del doppio di quello nazionale (738%). L’impatto della pandemia e’ stato infine devastante per gli investimenti che sono previsti diminuire nel 2020. “Nel 2021 e’ atteso un rimbalzo robusto, ma comunque incompleto”, chiosa Unindustria Reggio.