Export reggiano in calo del 14% nei primi nove mesi del 2020

La perdita più pesante per il tessile-abbigliamento (-20,9%), mentre contiene i danni (-3,3%) l’agroalimentare, con il vitivinicolo in aumento del 4,9%

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REGGIO EMILIA – Il saldo è meno pesante rispetto a quello registrato nel primo semestre (-19,5%), ma le esportazioni reggiane hanno chiuso in evidente calo anche i primi nove mesi 2020.

La perdita registrata da gennaio a settembre, infatti, è pari al 14% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In altre cifre, le vendite reggiane oltre frontiera, secondo l’analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio sui dati Istat, sono scese dai quasi 8,1 miliardi del gennaio-settembre 2019 ai poco meno di 7 miliardi di quest’anno, con una perdita superiore al miliardo.

Fra i settori leader dell’economia reggiana, il sistema moda è quello che ha risentito in misura maggiore delle conseguenze dell’emergenza sanitaria: infatti, sono scese da poco meno di 1,4 a 1,1 miliardi le vendite oltre frontiera di prodotti del tessile-abbigliamento, con una flessione del 20,9% rispetto ai primi nove mesi del 2019.

E’ stata, poi, fortemente penalizzata la meccanica che, con un calo del 15,3%, ha visto scendere le esportazioni da 3,25 a 2,75 miliardi; analogo andamento anche per i prodotti della metallurgia il cui valore è passato 960 a 795 milioni, con un decremento del 17,2%.

Leggermente più contenuta, e pari a -7,8%, la flessione del comparto ceramico: sono state poco più di 777 milioni, nei primi nove mesi dell’anno in corso, le vendite oltre frontiera del settore rispetto ad un valore di 843 milioni dello stesso periodo del 2019.

La filiera agroalimentare reggiana è invece riuscita, meglio di altri settori, a reggere alle difficoltà connesse al coronavirus; le esportazioni di prodotti alimentari reggianI, infatti, hanno registrato una diminuzione del 3,3% rispetto ad un anno prima, passando da 482,5 a 466,4 milioni di euro. Le bevande, quasi esclusivamente vino lambrusco, hanno addirittura registrato un incremento del 4,9% raggiungendo quasi 67 milioni di esportato; i prodotti delle industrie lattiero-casearie (prevalentemente Parmigiano-Reggiano) hanno subito una lieve flessione (-2,5%) attestandosi a 212,7 milioni di euro.

Relativamente ai Paesi di destinazione delle merci reggiane, la forte contrazione registrata dall’Europa, che acquista quasi due terzi dei prodotti “made in Reggio Emilia”, ha pesantemente condizionato l’andamento dell’export provinciale: proprio l’Europa, infatti, ha registrato un -14,4%, scendendo sotto i 5 miliardi di esportato nei primi nove mesi del 2020. L’export verso la Germania ha registrato un -13,2%, quello verso la Francia è sceso del 18,3% e le esportazioni verso il Regno Unito sono diminuite addirittura del 26,3%.

Fuori dall’Europa si segnala l’evidente calo dell’export verso gli Stati Uniti, che si è ridotto del 16,8%.

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