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Crimi linciato dai no vax, il Vaccine Day diventa Vaffa Day

L'ambiguità sui vaccini del Movimento 5 stelle deflagra nelle critiche a Crimi, 'reo' di gioire per il via alla campagna di vaccinazione contro il Covid

ROMA – Vito Crimi celebra il vaccine day e finisce linciato dai ‘no vax’. “Traditore!”, gli urlano a più riprese sui social, ricordando l’epoca in cui il M5s ‘flirtava’ con i movimenti contrari alle campagne vaccinali. Un’ambiguità quella dei pentastellati sui vaccini, che risale alle posizioni espresse da Beppe Grillo nei suoi spettacoli fin dal 1998, quando imputava ai vaccini di abbassare le difese immunitarie dei bambini. “Almeno nel Medioevo era Dio a farti ammalare, non una multinazionale”, diceva il comico genovese, fondatore del partito che rappresenta il più numeroso gruppo parlamentare sia alla Camera che al Senato.

Un’ambiguità che Grillo non ha superato pienamente neppure nel suo ultimo post, in cui ironizza sulla “siringata unica” con cui farà tutti i vaccini anticovid. Memori di simili posizioni, ai simpatizzanti No Vax non deve essere parso vero leggere sulla pagina facebook di Vito Crimi, capo politico del M5s, una celebrazione in grande stile del ‘vaccine day’, “finalmente arrivato, il nostro primo passo sulla via del ritorno alla normalità perduta. Continueremo a dare il massimo, con responsabilità e impegno, per raggiungere al più presto la luce in fondo al tunnel. Una luce che da oggi, con l’avvio del piano nazionale di vaccinazione, è un po’ più vicina. E lo sarà sempre più, giorno dopo giorno. Forza e coraggio, insieme andiamo avanti, insieme ne usciamo”, scrive Crimi entusiasta.

Non eguale euforia esprimono i M5s che accorrono a commentare. “Finalmente per voi è arrivato l’accredito day”, scrive con malcelata ironia Salvatore M., accusando Crimi di essersi fatto casta tra la casta. Altri come Massimo M. si lasciano andare alle più nefaste profezie. “Vitare’, magnete st’antro piatto de gnocchi che quanno te bucheranno a te farai ‘n botto che je casca pure la dentiera a Grillo che sta a Genova…”, è il suo romanesco presagio (fonte Dire).