Covid, tregua a Reggio Emilia: ma il calo dei ricoveri è troppo lento

L'Ausl continua a normalizzare i posti letto. in terapia intensiva i ricoverati sono 16 al Santa Maria Nuova e tre a Guastalla

REGGIO EMILIA – Per il momento il covid concede un po’ di tregua a Reggio Emilia. E l’Ausl, dopo averne sfiorato la saturazione a fine novembre, procede nella graduale riassegnazione dei posti letto dedicati ai malati colpiti dal virus, a quelli affetti dalle altre patologie. E’ il quadro emerso dall’aggiornamento settimanale dell’Azienda sanitaria sulla diffusione della pandemia a livello provinciale.

“Siamo in una situazione stabile con un calo dei contagi lento e quello dei ricoveri molto piu’ lento”, spiega la direttrice generale Cristina Marchesi. “Questo e’ il dato che ci preoccupa di piu’ perche’ e’ evidente che tutti i letti covid occupati sono sottratti agli altri malati”, aggiunge. In dettaglio nella settimana dall’11 al 18 dicembre il rapporto fra ricoverati covid e non covid, che la scorsa settimana era di uno a quattro, e’ passato da uno a cinque. Le persone ricoverate a stamattina sono 227, come ai primi di novembre e ben lontane dal picco di 367 registrato il 24 novembre.

I posti letto destinati a pazienti positivi, razionalizzati nei giorni scorsi, sono scesi a 358. Su questo fronte domani all’ospedale Santa Maria saranno ripristinati otto dei 14 posti letto di Medicina d’urgenza per accogliere i pazienti negativi, lasciandone sei per i positivi al Covid. “Era un’operazione che aspettavamo da tempo di poter fare – spiega il direttore dei presidi ospedalieri Giorgio Mazzi – perche’ si tratta di un reparto in cui possiamo curare dai traumi ai problemi cardiaci, chiaramente nei casi che non necessitano interventi chirurgici. Questi posti – aggiunge – ci sono mancati durante la prima fase, quando erano tutti destinati all’emergenza”.

Intanto in terapia intensiva i ricoverati sono 16 a Reggio Emilia (su 28 posti disponibili) e tre a Guastalla (dei quattro rimasti disponibili dopo che altrettanti sono stati riconvertiti). Riprende Mazzi: “La situazione e’ abbastanza sotto controllo, ed e’ la prima volta che lo dico in questi mesi. Ma sia chiaro che la tenuta del sistema ospedaliero resta fortemente condizionata dai comportamenti individuali. Una terza ondata potrebbe introdurre grandi criticita’ in un sistema che ha retto per gia’ ben due volte grazie allo sforzo straordinario degli operatori, che ringrazio”.

Dati confortanti arrivano poi dalle attivita’ delle Usca -in calo- e dalle attivita’ di contact tracing, che ad oggi individuano piu’ pazienti senza sintomi che sintomatici. Merito anche di alcuni sistemi introdotti dall’azienda per gestire gli isolamenti, basati su un algoritmo e l’invio automatico di messaggi. Da quando a novembre questi strumenti sono stati attivati, sono partiti circa 150.000 sms ai cittadini: 38.000 a persone positive e contatti per sapere se avevano sintomi durante il confinamento a casa (cosiddetta “autosorveglianza”), e 92.000 per fissare appuntamenti per tamponi.