L’Ausl: “Attenti, a Natale il covid non e’ piu’ buono”

Il rapporto tra pazienti covid e affetti da altre patologie, che aveva sfiorato il rapporto di 1 a 2 (era pari al 45%) e' oggi sceso a 1 a 4. Già da domani convertiti un certo numero di posti per dedicarli ai malati "normali"

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REGGIO EMILIA – “A Natale il covid non e’ piu’ buono. Per il virus e’ un giorno come un altro”. E’ la premessa fatta da Cristina Marchesi, direttore generale dell’Ausl di Reggio Emilia, nell’illustrare gli aggiornamenti settimanali dell’evoluzione della pandemia sul territorio. Che, di fatto, registra aspetti di miglioramento, incardinati pero’ in una seconda ondata con caratteristiche molto differenti da quella di primavera.

“Bisogna quindi non abbassare la guardia”, chiosa Marchesi, che aggiunge: “Queste feste non saranno come le altre ed e’ giusto che sia cosi’, per evitare quella che in molti chiamano terza ondata, ma in realta’ sarebbe una seconda ondata che non finisce”. I numeri forniti dal direttore del presidio ospedaliero Giorgio Mazzi, nello specifico, evidenziano in primo luogo una ripresa degli accessi generali al pronto soccorso, che dal 4 dicembre sono stati in tutto 1.951. La media piu’ alta giornaliera si e’ registrata il 9 dicembre con 325 accessi, mentre i 300 non venivano superati dal 9 novembre.

“Il dato in se’ – commenta Mazzi – non e’ preoccupante, ha un valore di natura statistica e indica il progressivo riallineamento degli accessi alla media di questo periodo degli anni precedenti”. I positivi al covid diagnosticati nei pronto soccorso sono stati 196, scesi quindi al 10% del totale degli accessi, contro il 12% della settimana precedente e il 20% di novembre. Per quanto riguarda i ricoveri, invece, il rapporto tra pazienti covid e affetti da altre patologie, che aveva sfiorato il rapporto di 1 a 2 (era pari al 45%) e’ oggi sceso a 1 a 4. Per questo l’Ausl ha deciso di riconvertire gia’ da domani un certo numero di posti covid, per dedicarli ai pazienti “normali”.

In dettaglio, ai 26 posti “covid free” creati nell’ultima settimana all’ospedale Santa Maria se ne aggiungeranno da domani e nei prossimi giorni 24 a Guastalla. Di questi 6 saranno di terapia intensiva, che saranno compensati da altrettanti posti letto in riabilitazione respiratoria a Correggio. Intanto nei reparti covid sono oggi ricoverate 271 persone (96 in meno rispetto al picco di 367 del 24 novembre) a fronte di 410 posti disponibili. Calano anche i ricoveri in terapia intensiva con 17 su 28 posti letto a Reggio Emilia e 6 su 10 a Guastalla.

“In questa seconda ondata – spiega Mazzi – il numero dei ricoverati e’ inferiore, l’evoluzione del quadro clinico e’ piu’ lenta, la degenza media e’ piu’ elevata e ci sono meno casi gravi e critici”. Inoltre “il tasso di mortalita’ sul totale della popolazione e’ 3 volte piu’ basso rispetto al periodo febbraio agosto 2019”. Per contro il tasso di positivita’ “e’ 2 volte e mezzo piu’ elevato”. Lo confermano alcuni macrodati forniti da Marchesi, che evidenzia come “nella prima fase avevamo circa 5000 positivi, oggi sono 14.700”. Altri buoni segnali arrivano dal calo delle persone in isolamento o quarantena a casa (scese da 13.000 a 8.000) e dalla riduzione dei casi sintomatici(dall’80 al 50%).

“Questo comporta che scopriamo piu’ casi asintomatici e vuol dire che il contact tracing si e’ normalizzato. Entro stasera avremo smaltito tutti i ritardi”, spiega Marchesi. Il merito va anche all’algoritmo creato dall’Ausl per “liberare” le persone chiuse a casa a cui, trascorso il tempo previsto, viene inviato automaticamente il certificato di fine isolamento. Su grandi numeri si e’ verificato un disguido di cui Marchesi si e’ scusata. Si tratta dell’invio di certificati con errori, poi rimandati corretti, per un totale di circa 600 atti.

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