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Coronavirus, otto anziani morti nella Cra Millefiori di Novellara

Da fine novembre. Ci sono 54 anziani contagiati su 60. Il sindaco Carletti: "Dall'inizio della pandemia ad oggi sono state 500 le persone che hanno affrontato il virus sul nostro territorio"

NOVELLARA (Reggio Emilia) – Otto anziani deceduti, da fine novembre, nella casa protetta per anziani Millefiori di Novellara. Il dato è stato fornito dal sindaco Elena Carletti nel corso di una diretta Facebook in cui il primo cittadino ha fatto chiarezza sulla situazione della Cra.

Secondo quanto ha riferito il sindaco nella Millefiori ci sono 54 ospiti su 60 contagiati. Ha detto la Carletti: “Più di una settimana fa c’è stata questa emergenza che ha portato alla positività della quasi totalità degli ospiti e delle persone che lavorano nella casa protetta. Sono state giornate molto difficili in cui si è dovuto riorganizzare il servizio e preoccuparsi della salute degli ospiti. Adesso è tutto tornato a regime e abbiamo anche riattivato le videochiamate per gli ospiti”.

Secondo la Carletti il silenzio di questi giorni è dovuto al fatto che “non era giusto esporre tutti alla cadenza di un bollettino quotidiano. Ora comunichiamo che ci sono stati dei decessi. Esprimerò le condoglianze alle famiglie”.

Poi ha fornito i numeri: “Ad oggi, sul nostro territorio, sono 161 le persone positive a Novellara che sono in quarantena. Dall’inizio della pandemia ad oggi sono state 500 le persone che hanno affrontato il virus. Dall’inizio della pandemia ad oggi abbiamo avuto 15 decessi, fra cui gli otto recenti alla Cra Millefiori”.

Riferendosi alle polemiche nate sui social per la mancanza di comunicazioni relative alla situazione della casa protetta, il sindaco ha concluso: “Non farò bollettini quotidiani come qualcuno ha chiesto su una pagina che non considero dedicata all’amore per il nostro paese, perché diventa spesso il palcoscenico di polemiche e di insulti. Dobbiamo essere chiamati al senso di responsabilità e poi ci sarà il tempo di capire se qualcosa non ha funzionato e perché. Oggi non è il tempo dei processi e delle divisioni, ma quello di stare accanto alle famiglie colpite dal virus”.