Coronavirus, la frenata: dimezzata la percentuale dei ricoverati

La direttrice Marchesi: "C'è meno pressione, ma basta poco per invertire la discesa della curva"

REGGIO EMILIA – La pressione del Covid si allenta in provincia di Reggio Emilia e l’Ausl inizia la riconversione “a ritroso” dei posti letto dedicati ai malati colpiti dal virus, per ospitare quelli affetti da altre patologie. “Confermiamo il cauto ottimismo che abbiamo espresso la scorsa settimana perche’ ci siamo lasciati alle spalle il picco dei ricoveri registrati a meta’ novembre, e da qualche giorno dimettiamo piu’ pazienti di quelli che ricoveriamo”, commenta la direttrice dell’Ausl reggiana, Cristina Marchesi. Che pero’ avvisa: “Ma basta poco per invertire la tendenza di una discesa della curva epidemica che e’ in questa fase molto lenta”.

Nel dettaglio, i numeri forniti oggi dall’Azienda sanitaria registrano un calo della percentuale degli accessi Covid nei Pronto soccorso, passata dal 20 al 12%. Un trend analogo si registra nel numero dei ricoverati Covid, che circa quattro settimane aveva raggiunto il 45% del totale e oggi si e’ dimezzata (24,5%). Si respira anche sul fronte dei posti letto dove il 24 novembre scorso quelli occupati erano 367 su una dotazione complessiva di 462, ad un centinaio dalla saturazione che avrebbe fatto scattare un ospedale da campo.

I posti letto disponibili, oggi, sono scesi a 440 (22 in meno) e i ricoverati sono 302 (65 in meno rispetto a 10 giorni fa). Come spiega il direttore del presidio ospedaliero Giorgio Mazzi, “in modo lento e prudente stiamo riconvertendo alcuni posti dedicati ai malati covid, per far fronte ad una ripresa delle richieste per le atre prestazioni”. Nei prossimi giorni, negli ospedali di Reggio e Guastalla, tornera’ “normale” un’altra cinquantina di posti letto.

Infine, in terapia intensiva cala di quattro unita’ il numero dei ricoverati (30) e, su 38 totali, sono otto i posti disponibili (cinque a Reggio e tre a Guastalla). Il rallentamento della corsa del virus e’ confermato da ultimo da due indicatori “spia” per l’Azienda sanitaria. Uno e’ relativo alle richieste di tamponi inoltrate dai medici di medicina generale, che nell’ultima settimana sono state 210 contro il dato di quelle precedenti quando erano arrivate fino a 650. Uno sgravio del carico di lavoro che oggi consente di ricevere un tampone a 24 ore dalla richiesta.

L’altro dato riguarda l’invio dei pazienti, sempre da parte dei medici, al cosiddetto “Ambucovid”, struttura dedicata a chi ha sintomi riconducibili al virus, ma non tali da recarsi in ospedale. Nelle ultime due settimane questi invii si sono dimezzati, passando da 140 a 67. Calano anche gli interventi delle Usca- da 365 a 237- che continuano pero’ a intervenire con regolarita’ nelle case di riposo per anziani.