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Conte: “Su Recovery Fund accordo storico”

Il premier: "Spostamenti a Natale? Decide il Parlamento". Raggiunto l'accordo sul Next Generation Eu durante il Consiglio Europeo: sono 209 miliardi oltre a quelli del bilancio

REGGIO EMILIA – “Si è appena concluso un Consiglio europeo storico: ieri è stato raggiunto l’accordo sul Next Generation Eu, un altro passo avanti per rendere concreto il piano di risorse straordinarie di cui l’Italia è il principale Paese beneficiario. Sono 209 miliardi più i miliardi del bilancio. Non abbiamo rinunciato a nessuno dei nostri principi”.

Lo dice Giuseppe Conte, parlando al termine del Consiglio europeo. “Tra il 2023 e il 2026 avremo 209 miliardi da spendere- ha proseguito il premier-, ci saranno migliaia di cantieri da aprire. Abbiamo bisogno di una cabina di monitoraggio e una clausola di salvaguardia che consenta di intervenire per assicurare in caso di ritardo la realizzazione del progetto, altrimenti perderemo i soldi. Cercheremo, con un confronto ampio, di introdurre uno strumento utile ed efficace e sia sottoposto a controllo politico e democratico”. Lo dice Conte al Consiglio europeo, dove assicura che si tratterà di “una struttura che non vuole e non può esautorare i soggetti attuatori dei singoli progetti”.

Il Recovery Fund “è la sfida più complessa dal punto di vista sociale ed economico- ha detto Conte-. “È chiaro che dobbiamo dimostrare di essere all’altezza” e per farlo “non ci dobbiamo nascondere”, ha continuato, ricordando che il governo italiano sta lavorando sul Recovery Plan e che “è appena iniziata la discussione sul documento di aggiornamento in consiglio dei ministri. Il piano definitivo dovrà essere approvato dal Parlamento, così come i singoli progetti. Nel frattempo- ha concluso il premier- ci confronteremo con tutte le parti sociali”.

Abbiamo discusso “dell’approccio coordinato per l’inizio della distribuzione dei vaccini e a partire da gennaio delle campagne di comunicazione. Se ci riusciremo cercheremo anche di organizzare il ‘Vaccino day’, una giornata in cui tutti” cercheremo “di poter dare il segno che l’Europa è unita e parte insieme” spiega Conte, che continua: “Abbiamo ribadito la necessità di rafforzare il coordinamento tra i Paesi europei in vista delle prossima festività per evitare il rischio di una terza ondata”, e come sapete, “l’Italia ha varato misure aggiuntive per queste festività e le massime occasioni di socialità”.

Conte racconta anche che “si sono complimentati del passaggio parlamentare” sul Mes, “qualcuno ha seguito il dibattito e l’espressione di forza della maggioranza e di coesione è stata molto apprezzata, questo sicuramente ha rinforzato me e l’Italia. Ma nessuno mi ha chiesto dettagli su fibrillazioni interne” ha detto il premier rispondendo a chi gli chiede se gli altri leader Ue si sono informati delle divisioni della maggioranza dopo gli attacchi di Matteo Renzi in aula al Senato e il voto contrario di alcuni parlamentari M5s. Sulle fibrillazioni dentro il governo “ci confronteremo nelle prossime ore e nei prossimi giorni con le singole forze politiche e poi collettivamente.

Cercheremo di capire bene queste notazioni critiche che fondamento hanno, che istanze rappresentano e ce lo diremo molto francamente perché il Paese merita delle risposte, merita chiarezza di posizione da parte di tutti i soggetti che hanno una responsabilità pubblica”. Questa è “un’occasione storica per noi, siamo chiamati a spendere 209 miliardi, è una grande investitura di fiducia e di responsabilità da parte dell’Europa che noi assumiamo nei confronti dei nostri figli. Dobbiamo fare uno sforzo incredibile a tutti i livelli per riuscire a spendere queste risorse, tutti saranno protagonisti di questo piano”, sottolinea il premier. “Sono abituato a lavorare, non sono spocchioso né arrogante. Ci confronteremo, è doveroso a questo punto, con Italia Viva e le altre forze di maggioranza. Per andare avanti serve massima coesione e fiducia reciproca”, chiosa.

Per quanto riguarda le numerose richieste delle singole regioni di intervenire sulle regole per le feste natalizie, Conte chiarisce che “chi vive in paesini più piccoli può avere qualche difficoltà” nel vedere i familiari a Natale a causa dei limiti sugli spostamenti. “Se il Parlamento, assumendosene tutta la responsabilità, vuole introdurre eccezioni sui Comuni più piccoli, in un raggio chilometrico contenuto, torneremo su questo punto. Il Parlamento è sovrano, ma occorre grande cautela in qualsiasi eccezione” (Fonte Dire).